因扎吉:即使托蒂上场,我也会全力以赴
中文译文
那场对阵威尔士队的魔幻之夜让“超级皮波”大放异彩,如今他已准备好迎接任何挑战 因扎吉:即使托蒂上场,我也会全力以赴 “我们四个人争夺三个位置: 但我并不惧怕竞争” 记者吉安卡洛·劳伦齐发自阿皮亚诺·詹蒂莱 在意大利足球史上,吉吉·里瓦和西尔维奥·皮奥拉分别是历史第一和第三射手:35球和30球,介于他们之间仅有一位——梅阿扎(33球)的传奇。 里瓦和皮奥拉,两人相隔29年,曾共同创造过一项相似却无人能及的壮举:在短短13分钟内为意大利国家队攻入三球。 菲利波·因扎吉在攻破威尔士防线之前,与里瓦的进球数相差20球(这位“红黑军团”球员总共打入15球),却突然成功追平了这些传奇前辈的纪录: 11分钟内攻入3球(横跨第59分钟和第70分钟),在意大利射手榜上追平维埃里,仅次于打入19球的贝特加。因扎吉假装对数据不感兴趣,认为数字站在自己这边是理所当然的,“就像去年我打进30球时一样”。 如今重夺王冠,因扎吉乐于重提:“我们能晋级世界杯也是多亏了我的进球,有些人最好别忘了这一点。”多亏了他的7粒进球,意大利队才锁定了东征的门票,但这位AC米兰球员在那里却与命运不期而遇: “冒险尚未开始我就受伤了,当时我和维埃里是主力。我与蓝衣军团的关系一直很好,而且并非如传言所说,当在热那亚(2月对阵葡萄牙,编者注)时,主教练选择米科利和科拉迪而非我,我就因此生气了。我并不觉得自己重获新生,但确实感觉状态极佳。 这需要运气和实力:我已经两年半没进球了(对阵立陶宛时梅开二度,编者注)。但如果一名前锋总能进球,那他就不像个普通人了。”超过800天的进球荒,即便是对一名足球运动员来说,也如同在修道院闭关一般。米兰之夜的角色发生了逆转:维埃里错失了多次良机,在草地上绊倒; 而因扎吉却将它们化为黄金。此前,两人的发型也发生了逆转:波波——两年前圣诞节在迪比亚吉奥的“协助”下剃了光头——如今用发圈将头发束起,以免头发垂落遮挡视线,影响他的本能; 皮波虽然常留长发,但为了兑现给队友们关于欧冠决赛的承诺(“如果我们赢了,我就剃光头”),不得不把头发剪短了很多。两人之间的关系曾有过高潮迭起的时刻,当八卦新闻中出现了他们喜爱的情节时,因扎吉努力修复裂痕: “没有什么问题,我们认识一辈子了,集训时还同住一间房。对方进球时,大家都会为对方高兴。上周六就是这样:我们进球后,回到酒店就举杯庆祝了。”上周六,这位红黑军团球员感觉自己仿佛置身天堂。“我穿上了波波留给我的10号球衣。 三岁时我就梦想着那件球衣,在皮亚琴察和伙伴们踢球时,每次穿上它我都兴奋得不得了。”醒来时,他感觉自己站在了最前排:“我为什么要退缩?等托蒂回来后,我们将有四人竞争三个位置:我会像往常一样公平竞争。我从未觉得自己被排除在团队之外,尽管在新阵型下,争取上场机会确实更难了。 对阵威尔士的那晚令人难忘,但我经历过其他同样美妙的时刻。不过,在情感体验的理想排行榜上,这记帽子戏法绝对能登上领奖台。”当谈及那些激动人心的时刻时,因扎吉——他在AC米兰时期的场均进球数甚至超过了范巴斯滕那令人眩目的纪录——将思绪回溯到几个月前,那场欧冠四分之一决赛对阵阿贾克斯的比赛,以及在比赛几乎结束时的那一脚触球,正是那脚触球确保了球队晋级: “如果没有那个进球,我们就完了,当时我们已经走投无路了,”他在《淋浴》节目后说道,当时他还补充道:“虽然我也经历过其他类似的喜悦,但这一刻……”当被问及为何无人将他列入金球奖候选名单时,他解释道:“我的金球奖就是那座在曼彻斯特捧起的奖杯,我对个人奖项不感兴趣。 重要的是像在米兰那样赢得那么多冠军。也就是很多。”在回顾职业生涯时,他表示自己几乎没有遗憾,其中之一就是被转会到米兰。而代表尤文图斯的赞布罗塔则坚信:“在尤文,我们已经找到了能进球的人,没必要为他感到遗憾。” 在米兰,那些曾认为他是个彻头彻尾的自私鬼的人大感意外——当他帮助球队对阵亚特兰大时实现大逆转(从0-3追至3-3),尽管最终未能超越平局:“如果米兰一无所获,我的进球就微不足道。”在周六打进的三个进球中,“最重要的还是第一个,因为它打破了僵局”。 即便特拉帕托尼曾考虑在对阵塞尔维亚队时将他排除在首发阵容之外——回归旧阵型——这一设想如今已不再可行。事实上,“超级皮波”说话时流露出对上场领军的自信:“我们需要迅速恢复体力,我们挨了不少苦头。但在贝尔格莱德我们必须取胜,否则这次逆转将毫无意义。” 除了进球,因扎吉还钟爱提拉米苏和阿玛尼的服装。 温柔而优雅:谁能想到,当他在场上翻找比赛的“垃圾桶”,指望后卫会心不在焉地把绝佳机会扔进垃圾堆时,竟会是这样一个人。情感排行榜上,这一晚当之无愧地位居榜首。
Italiano 原文
Inzaghi: me la gioco anche quando toma Totti LA MAGICA SERATA CONTRO I GALLESI ESALTA SUPERPIPPO CHE ORA E' PRONTO A SOSTENERE OGNI SFIDA Inzaghi: me la gioco anche quando toma Totti «Siamo in quattro per tre maglie: ma io non temo la concorrenza» personaggio Giancarlo Laurenzi inviato a APPIANO GENTILE NELLA storia d'Italia Gigi Riva e Silvio Piola sono il primo e il terzo cannoniere: 35 e 30 gol, pigiato tra loro fa capolino solo la leggenda di Meazza (33). Riva e Piola, a distanza di 29 anni l'uno dall'altro, erano stati capaci di un'impresa simile e insieme irraggiungibile: segnare tre reti azzurre in un lasso di tempo risibile, appena in 13 minuti. Filippo Inzaghi, che prima di picconare il muro del Galles viaggiava a 20 gol di distanza da Riva (il rossonero 15 in tutto) è riuscito improvvisamente a chiudere in un cassetto il record degli illustri avi: 3 reti in 11 minuti (a cavallo del minuto 59' e 70'), raggiungendo Vieri tra i bomber italiani, appena dietro Bettega che ne firmò 19. Inzaghi finge di non interessarsi alla questione statistica, considerando scontato che i numeri siano dalla sua parte «come è accaduto anche l'anno scorso quando ho segnato 30 gol». A Inzaghi piace ricordare, adesso che si è rimesso in testa la corona, «che anche ai Mondiali ci andammo grazie ai miei gol e qualcuno farebbe bene a non dimenticarlo». Grazie (anche) alle sue reti (7) l'Italia si garantì il viaggio in Oriente, ma lì il milanista si scontrò col destino: «Un infortunio prima che l'avventura cominciasse, i titolari eravamo io e Vieri. Il rapporto con la maghe azzurra è sempre stato ottimo e non è vero che quando a Genova (febbraio contro il Portogallo, ndr) il et mi preferì Miccoli e Corradi io me la presi. Non mi sento rinato ma tremendamente febee. Ci vuole fortuna e bravura: non segnavo da due anni e mezzo (doppietta alla Lituania, ndr). Ma se un attaccante segnasse sempre non sarebbe un essere umano». Oltre 800 giorni di astinenza sono un ritiro in convento anche per un calciatore. La serata di Milano ha invertito i ruoli: Vieri ha «ciccato» le occasioni, inciampando nell'erba; Inzaghi le ha trasformate in oro. Prima avevano invertite le capigliature: Bobo, che nel Natale di due anni fa si rasò a zero con la complicità di Di Biagio, ora conserva uniti i capelli con un laccetto per evitare che piovano sulla vista, accecandone l'istinto; Pippo, che h ha spesso avuti lunghi, è stato costretto ad accorciarli di molto per mantenere la promessa fatta ai compagni per la finale di Champions («se vinciamo, mi pelo»). Il rapporto tra loro ha avuto picchi di alta intensità, e quando si è incrinato per intrecci adorati dagli amanti del gossip, Inzaghi si è sbattuto per ricucirlo: «Macché problemi, ci conosciamo da una vita, in ritiro dormiamo in camera insieme. Ognuno è contento quando segna l'altro. E così è stato sabato: abbiamo brindato, tornati in albergo». Sabato il rossonero si è sentito in Paradiso. «Ho indossato il numero 10 che Bobo mi ha lasciato. Avevo tre anni e già sognavo quella maglia e con i ragazzini del Piacenza impazzivo quando la mettevo». Si è risvegliato sentendosi in prima fila: «Perché dovrei tiranni indietro? Quando tornerà Totti saremo in quattro per tre posti: me la giocherò alla pari come ho sempre fatto. Non mi teono mai sentito fuori dal gruppo anche se con il nuovo modulo è stato più duro farsi largo. Col Galles una serata indimenticabile, ma ne avevo vissute altre così fantastiche. Però in un'ideale classifica delle emozioni questa tripletta va sul podio». Quando pensa alle emozioni Inzaghi, che col Milan ha una mediagol migliore di quella vertiginosa di Van Basten, ritoma indietro di pochi mesi, al quarto di Champions contro l'Ajax e quel tocco a partita virtualmente finita che significò qualificazione raggiunta: «Senza quel gol saremmo morti, eravamo disperati», disse dopo La doccia e anche allora aggiunse «che ne ho vissute altre di gioie così, ma questa qui...». Gli chiedono perché nessuno lo inserisce nella lista del Pallone d'Oro e lui spiega che «il mio Pallone d'Oro è stata la coppa vinta a Manchester, i premi individuali non m'interessano. La cosa che importa è vincere quanto ho vinto col Milan. Cioè tanto». Girando sostiene di avere pochi rimpianti, uno è la sua cessione al Milan. Zambrotta, a nome dei bianconeri, è invece convinto che «alla Juve abbiamo trovato chi segna e non dobbiamo rimpiangerlo». Al Milan sorprese chi lo conosceva come un dannato egoista quando contribuì a rimontare l'Atalanta (da 0-3 a 3-3), senza riuscire ad andare oltre il pari: «Se il Milan non vince nulla i miei gol contano poco». Dei tre firmati sabato «il più importante è il primo, perché ha sbloccato il risultato». Semmai Trapattoni aveva pensato di tenerlo fuori contro i serbi - tornando al vecchio modulo -, l'ipotesi non è più percorribile. Infatti Superpippo parla come uno sicuro di essere in campo a guidare il cocchio: «Bisognerà recuperare in fretta le energie, abbiamo preso tante botte. Ma a Belgrado dobbiamo vincere, o questa impresa non sarà servita a nulla». Oltre ai gol, Inzaghi adora il tiramisù e i vestiti di Armani. Dolce ed elegante: chi lo avrebbe mai detto seguendolo in campo, mentre rovista nel cassonetto della partita, sperando che il difensore abbia buttato distrattamente nell'immondizia l'occasione giusta. a Al Mondiale siamo andati grazieai miei gol, mi pare che qualcuno se lo sia dimenticato Un infortunio prima che l'avventura cominciasse mi mise in difficoltà, i titolari eravamo Vieri e il sottoscritto. Con Bobo nessuna incomprensione ci conosciamo da una vita 99 ^Ql Ho indossato "" il numero 10, avevo tre anni e sognavo già di avere quella maglia Non mi sono mai sentito fuori dal gruppo anche se col nuovo modulo era più difficile farsi largo Ho vissuto altre serate fantastiche, però in una classifica delle emozioni a questa spetta il primo posto