保罗·罗西与因扎吉之夜:进球与复仇
中文译文
米兰——这支国家队的主力中锋本不该出现在这里,他原本不在战术体系之中,被一种根本没有为他预留位置的阵型所淘汰。但菲利普·因扎吉率领的意大利队却凭借一场非凡的比赛和三个进球,重新主宰了蓝衣军团的锋线,这让他被拿来与1982年世界杯上的保罗·罗西相提并论。“这是一项人们很快就会遗忘的运动,”在战胜威尔士的24小时后,他说道,“在亚洲世界杯上,我本应与维埃里搭档锋线,但因伤未能实现。” 因扎吉强势夺回了那个他始终视作己有的锋线位置。竞争压力,以及他在缺阵期间意大利队取得的五连胜,都只是过去式,并未动摇这位红黑军团中锋的自信:“等托蒂回来后,我们四人将共同分担锋线任务。我们已经证明能够适应不同的战术体系,届时谁会落选就看情况了。如果最终没能进入首发阵容,我也不会抱怨。我从来没有抱怨过。”然而,国家队数月来一直认为可以不用这位红黑队前锋,固守着一种类似皇家马德里的僵化阵型,其中仅有一席纯正中锋的位置。“那是维埃里的位置,如果他受伤就由科拉迪顶上,阵型就是这样,”特拉帕托尼在八月中旬于斯图加特战胜德国队后曾斩钉截铁地解释道。二十天后,国家队却又不得不依赖这位在国家队进球榜上已攻入18球的球员,这一数字甚至超越了维亚利。与维埃里的默契配合至关重要,他已准备好与因扎吉共同分担意大利国家队锋线空间,且毫无冲突:“我们相识二十年了,”因扎吉解释道,“我们配合默契,因为场下我们首先是朋友。” 去年在AC米兰攻入30球,跻身国家队历史最佳射手之列,却仍被排除在下一届金球奖候选名单之外:“我不在乎,这种评价我根本不放在心上。对我来说,欧冠就是我的金球奖,这是我整个职业生涯追逐的奖杯,我已经赢得了它,现在只能希望继续随AC米兰夺冠。当然,想要再现那种水平,再进三十球几乎是不可能的。” 11分钟内攻入三球,这是国家队历史上无人能及的壮举。因扎吉在掌声中保持着冷静:“这是一个难忘的夜晚,我身披10号战袍,这正是我少年时代效力皮亚琴察时穿的号码:代表国家队在圣西罗攻入三球,这将永远铭刻在记忆中。但我无法断言对阵威尔士那场是否是我职业生涯中最激动人心的比赛,所幸我经历过许多美好时刻。足球世界瞬息万变,这场胜利或许能跻身最令人满足的时刻之列。但作为一名三十岁的球员,我深知其中的道理:第二天你仍会铭记那个伟大的夜晚,但目光必须投向下一场比赛。」 一年前,那是德尔·皮耶罗的国家队,他是唯一支撑住特拉帕托尼的人,当时主帅似乎即将下课;随后轮到了米科利和科拉迪,他们被寄予厚望,要让这支因世界杯而受创的队伍重展笑颜; 最后轮到托蒂和维埃里为教练的工作注入力量与信心。在这场冠军球员间的漫长接力中,因扎吉似乎永远轮不到上场。与德尔·皮耶罗的默契不足、新战术体系的僵化,尤其是那些证明了因扎吉所在之外的另一群人正确的战绩,最终将这位中锋推到了国家队的边缘: “但我从未觉得自己被忽视。以我的年龄,我深知其中的道理:当我无缘国家队而蓝衣军团却连战连胜时,我并没有因此太过沮丧。当然,在那些时刻,难免会想‘现在可难了’,但这始终是伴随你的话题:要想配得上国家队,只有一条规则,那就是在自己的俱乐部踢好球。”
吉安卢卡·莫雷斯科
Italiano 原文
Una notte da Paolo Rossi Inzaghi tra gol e rivincite
MILANO - E' la nazionale del centravanti che non doveva neanche esserci, quello che non rientrava negli schemi, fatto fuori da un modulo che semplicemente non lo prevedeva, è l' Italia di Filippo Inzaghi tornato a dominare l' attacco azzurro con un match straordinario e tre gol che lo hanno portato ad essere accostato al Paolo Rossi del Mundial ' 82. «E' uno sport in cui si dimentica in fretta - racconta ventiquattr' ore dopo la vittoria sul Galles - al Mondiale asiatico io c' ero e avrei dovuto giocare in attacco con Vieri, poi non se ne è fatto niente per colpa di un mio infortunio». Inzaghi si riprende di forza quello spazio in attacco che non ha mai smesso di considerare suo, la concorrenza, le cinque vittorie consecutive ottenute dagli azzurri in sua assenza, rappresentano un passato che non ha intaccato la sicurezza del centravanti rossonero: «Quando tornerà Totti, saremo in quattro a dividerci l' attacco, abbiamo dimostrato di saperci adattare a diversi schemi, vedremo a chi toccherà restare fuori. Se dovessi essere io a non rientrare tra i titolari, non farei problemi. Non ne ho mai fatti». Eppure la nazionale per mesi ha pensato di poter fare a meno dell' attaccante rossonero, chiusa nella rigidità di uno schema stile Real Madrid, dove c' è spazio per un solo centravanti puro. «Quello è il posto di Vieri e se sta male gioca Corradi, il modulo è questo» aveva spiegato con fermezza Trapattoni dopo la vittoria di metà agosto a Stoccarda contro la Germania. Venti giorni e la nazionale è tornata a non poter fare a meno di un giocatore che in classifica ha toccato i 18 gol in azzurro, superando lo stesso Vialli. Decisiva l' intesa con Vieri, pronto a dividere con Inzaghi gli spazi dell' attacco azzurro, senza andare incontro alla minima conflittualità: «Ci conosciamo da vent' anni - spiega Inzaghi - giochiamo bene insieme perché siamo soprattutto amici fuori dal campo». Trenta gol lo scorso anno col Milan, tra i migliori marcatori della storia della nazionale, eppure scartato dalla lista dei partecipanti al prossimo Pallone d' oro: «Non mi interessa, è una valutazione a cui non faccio caso, il mio Pallone d' oro era rappresentato dalla Champions League, è il trofeo che ho inseguito per tutta la carriera, l' ho conquistato e ora posso solo sperare di continuare a vincere col Milan. Certo ripetermi su quei livelli, con altri trenta gol sarà quasi impossibile». Tre reti in undici minuti, nessuno nella storia della nazionale aveva saputo fare meglio, Inzaghi raccoglie gli applausi senza lasciarsi andare all' entusiasmo: «E' stata una serata indimenticabile, vissuta con il dieci sulle spalle, lo stesso numero che portavo da ragazzino con il Piacenza: tre gol a San Siro con la nazionale, ti restano per sempre. Ma non posso dire se quella contro il Galles sia stata la partita più entusiasmante della mia carriera, di momenti belli per fortuna ne ho vissuti tanti. E' un calcio che dimentica in fretta, questa forse è sul podio delle soddisfazioni. Ma a trent' anni so bene come funziona, il giorno dopo ti resta il ricordo di una grande serata, ma è al prossimo match che si deve guardare». Un anno fa era la nazionale di Del Piero, il solo a tenere in piedi Trapattoni, quando il ct sembrava prossimo a cadere; è stata poi la volta di Miccoli e Corradi, chiamati a restituire il sorriso ad un gruppo traumatizzato dal Mondiale; infine è toccato a Totti e Vieri dare forza e certezze al lavoro del ct, e in questa lunga staffetta tra campioni, sembrava che il turno di Inzaghi non dovesse più arrivare. Il poco feeling con Del Piero, la rigidità dei nuovi schemi e soprattutto i risultati che davano ragione a un gruppo di cui Inzaghi non faceva parte, avevano finito per mettere il centravanti ai margini della nazionale: «Ma non mi sono mai sentito trascurato. Alla mia età so bene come funziona: quando sono rimasto fuori dalla nazionale e gli azzurri vincevano, non mi sono perso d' animo più di tanto. Certo in quei momenti viene da dire "adesso si fa dura" ma questo è un discorso che ti accompagna sempre: per meritare la nazionale vale una sola regola, giocare bene nel proprio club».
GIANLUCA MORESCO