← 返回 2003 年归档
2003-09-08共和报

从世界杯到转折点

中文译文

对阵威尔士的那场比赛精彩绝伦、看点十足,却又真实可信。人们常说特拉帕托尼是个倔强的人。幸好,在这种情况下,这倒是个优点。为了对他和读者们负责,我必须说,他的决策没有半点失误。对我们来说,比赛早在正式开球前就已开始。开车前往球场的路上,我与同事们讨论着首发阵容,并重申我绝不会让因扎吉首发(顶多在下半场派上),而且公开声明甚至提前写出来都很冒险,因为说不定因扎吉整整一小时都摸不到球,然后却像那只蝎子一样连进三球。正是如此。更何况,我本打算中场休息时就把他换下(看吧,我诚实得近乎自虐),同时换上卡莫拉内西。好吧,这解释了我为什么永远当不了主教练,但还有个问题需要解释:特拉帕托尼是如何将2002年夏天那支支离破碎的“布兰卡莱昂大军”蜕变为这支赏心悦目的球队的?这支球队终于在战术打法上保持了连贯性,无论2-0还是3-0领先,他们都绝不满足。虽然花了整整一小时才打入首球,但(除了开场20分钟外)意大利队其实表现不俗,唯一例外是状态低迷的帕努奇。我不太相信奇迹,正如我不相信特拉帕托尼到了这个年纪还能改变主意,也不认为在韩日世界杯上的失利仅仅是因为体能不足和不利的判罚。相反,我认为,在卡拉罗不顾千般反对声浪再次任命他之后,特拉帕托尼终于下定决心向他的勇士们直言不讳。近几个月来,球队氛围焕然一新。德尔·皮耶罗曾表示,他感觉自己仿佛身处一支俱乐部球队,这绝非偶然——他与队友之间的纽带如此紧密。德尔·皮耶罗向来不喜欢左路后撤的位置,但他此役的表现却堪称非凡,这不仅体现在他擅长的技术动作上(传球、盘带、停球后转移、精妙的步法),更体现在他必须完成的任务上(跑动距离更长、防守覆盖更广)。当然,如果因扎吉没能梅开二度,局面就会变得艰难。但因扎吉受益于维埃里无私的牺牲——尽管状态未达巅峰,他仍拼尽最后一丝力气在边路来回穿梭。我不记得在意大利国家队中见过这么多无私的球员。这是个好兆头。还有两人值得提及,他们持续进步,在我看来是球队的两大支柱:一位是赞布罗塔,另一位是佩罗塔。赞布罗塔在防守端有所进步,一旦过中线便如疾驰的列车。佩罗塔,这位开场时还在两名对手之间穿梭的球员,如今已成为一名全能型中场,体能充沛且脚法精湛,如今他唯一缺少的便是进球,才能在身披蓝衣时真正如鱼得水——毕竟他是唯一来自基耶沃这样球迷基础并不深厚的球队的球员。我认为,在这场看似混乱的比赛中,比赛在某个关键时刻开始向对我们更有利的方向发展。内斯塔在中场抢先一步拦截了哈特森,结果对方故意对他一脚重踩。内斯塔倒地不起,威尔士队继续向意大利禁区推进,直到卡纳瓦罗以“球和脚对我来说没区别”的凶狠铲球将球解围。布冯与哈特森发生冲突,像贝尔米那样莫名其妙地领到一张黄牌,但就在那一刻,所有蓝衣军团的球员都决定要给威尔士人上一课。而他们确实彻底做到了。唯有如此,才能解释他们为何直到最后一刻仍如此拼命地寻求更多进球。并非为了追平青年队的8-1战绩,而是为了压制眼前的对手——那些来自发明了“公平竞赛”精神却又粗俗地将其遗忘的岛屿的对手。往事已矣,还没来得及将圣西罗之战装裱起来挂在客厅里,就得开始考虑贝尔格莱德之战了。尽管环境条件艰难,对手也有重要球员缺阵,但这支重焕生机的意大利队——美丽而团结——绝不会在最后一道障碍前失足。他们很强,而且心知肚明。其余的自然水到渠成。

吉安尼·穆拉

Italiano 原文

dal mondiale alla svolta

Fin troppo bella, piena di cose, eppure vera la partita col Galles. Di Trapattoni si dice che ha la testa dura. Meno male, nella fattispecie. Per onestà nei confronti suoi e dei lettori, devo dire che non ha sbagliato una virgola. Per noi la partita comincia molto prima dell' inizio effettivo. Andando in auto verso lo stadio parlavo coi colleghi della formazione e ribadivo che io Inzaghi non l' avrei schierato subito (dopo, semmai) e che dichiararlo pubblicamente o peggio scriverlo in anticipo è rischioso, perché magari Inzaghi non vede palla per un' ora e poi fa tre gol, da quello scorpione che è. Appunto. A maggior ragione lo avrei sostituito nell' intervallo (vedete che sono onesto fino al masochismo) e con lui Camoranesi. Bene, questo spiega perché non farò mai il ct, ma resta da spiegare come Trapattoni abbia trasformato la balbettante armata Brancaleone dell' estate 2002 in questa squadra bella da vedere, che finalmente è continua nella ricerca del gioco, che non s' accontenta del 2-0 né del 3-0. C' è voluta un' ora per segnare il primo gol, ma era già (tolti i primi 20' ) un' Italia di buon livello con la sola eccezione di Panucci in serata storta. Io non credo molto ai miracoli, come non credo che Trapattoni possa cambiare idee, alla sua età, e che in Corea-Giappone fosse solo questione di bassa condizione atletica e arbitraggi contrari. Credo invece che, una volta riconfermato da Carraro tra mille voci contrarie, il Trap si sia deciso a parlare chiaro ai suoi prodi. Si respira altra aria, da qualche mese. Non a caso Del Piero ha detto che gli sembra quasi di essere in una squadra di club, tanto forti sono i legami coi compagni. Non a caso Del Piero, che notoriamente non gradisce quella posizione arretrata sulla sinistra, ha giocato una partita straordinaria non solo per quello che sa fare (le aperture, le serpentine, lo stop con cambio di gioco, le piccole danze) ma più ancora per quello che bisognava fare (più chilometri, più copertura). Certo, se Inzaghi non ne infilava tre diventava dura. Ma Inzaghi ha goduto del sacrificio di un Vieri non perfettamente a posto che scavallava fino all' ultimo fiato sulle corsie esterne. Non ricordo, in azzurro, tanti giocatori altruisti. Buon segno. C' è da dire di due che continuano a crescere e rappresentano, secondo me, due punti fermi: uno è Zambrotta, l' altro Perrotta. Zambrotta è migliorato nella fase difensiva e quando passa la metà campo è un treno. Perrotta, che all' inizio ballava tra due avversari, è un centrocampista completo, gran fiato e piedi buoni, ormai gli manca solo il gol per sentirsi a casa, in maglia azzurra, lui che è il solo a provenire da una squadra senza grande bacino d' utenza, il Chievo. Credo che la partita abbia imboccato la strada più sorridente, per noi, in un momento preciso e in apparenza confuso. Nesta anticipa Hartson a centrocampo e l' altro gli rifila apposta un pestone. Nesta rimane a terra e i gallesi proseguono l' azione verso l' area azzurra finché Cannavaro non scaraventa fuori con un' entrata «palla o piede per me è uguale». Buffon ha fatto a nasate con Hartson, s' è beccato un giallo come Bellamy che c' entrava poco, ma in quel momento tutti gli azzurri hanno deciso che al Galles bisognava dare una lezione. E gliel' hanno data fino in fondo. Solo così si spiega l' accanimento con cui hanno cercato altri gol fino all' ultimo. Non per rincorrere l' 8-1 dell' Under, ma per abbassare la cresta a quelli che avevano davanti, venuti da un' isola che ha inventato il fair-play, ma volgarmente dimentichi. Acqua passata, non si fa in tempo a incorniciare la partita di San Siro e appenderla nel salotto buono che c' è da pensare a Belgrado. Condizioni ambientali difficili, avversari con assenze importanti, ma questa Italia ritrovata, bella, compatta, non può scivolare all' ultimo ostacolo. E' forte e lo sa. Il resto viene da sé.

GIANNI MURA