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2005-11-28新闻报

从安切洛蒂到维埃里,因扎吉所有的心结 膝盖的伤势再次让他陷入焦虑之中

中文译文

绝非挚友。让我们从这里开始,重写“超级皮波”的新篇章——这位球员、抢断高手、射手、天生的前锋。他是新千年的保罗·罗西,举止如男爵般优雅——从未听过他发表过激的言论,只有些许含蓄的嘀咕——且人脉深厚。其中与波波·维埃里的一段关系尤为密切。 那么,为何绝无可能成为朋友?原因有二:第一,卡洛·安切洛蒂。他们互相尊重,却无深厚情谊。第二,正是波波。谁将出征世界杯?是我还是你,老克里斯蒂安?这个问题悬在空中,自周六晚起,讨论声愈发喧嚣。这就是故事。

他整夜没睡:“因为激动,因为肾上腺素飙升,但也担心膝盖又受伤了。”菲利波·因扎吉正经历着矛盾的情绪。他为在米兰对阵莱切的比赛中打入制胜球而高兴,却仍无法摆脱内心的恐惧。 “我吓了一跳,因为左膝——也就是之前做过手术的那只——在倒地时着地了。从报纸上的照片里看得一清二楚。不过,膝盖没有肿起来,这让我感到乐观。”也就是说,他希望今天的检查能推翻梅尔斯曼的推测:即比赛结束后他随口提出的“侧副韧带拉伤”这一诊断。 “也许甚至不需要做核磁共振,休息几天就够了,”因扎吉期待道,“但明天(编者注:今天)再看吧。”

怀着这份乐观,皮波将一路挺进世界杯:“进球让人敢于梦想,我依然坚信:我能去德国。” 主教练马尔切洛·里皮最近致电米兰频道演播室——当时因扎吉正在那里做客——这给了他一个不放弃的额外理由。

今天上午他将得知是否已排除拉伤的风险,随后他将把目光投向意大利国家队:在那里,他的竞争对手是波波。

尽管马赛的报价可能保证他获得首发位置,但他仍将身披米兰战袍追逐自己的梦想。但或许在此事上,他认同主教练的观点:“皮波能进世界杯靠的是表现质量,而非出场次数。”目前因扎吉似乎已超越维埃里的竞争地位,尽管皮波仍刻意淡化两人的竞争关系: “我和波波之间有一种特别的羁绊。昨晚他还特意打电话来问我膝盖的情况。”

除了肾上腺素和担忧,让他辗转难眠的还有自尊心(“我觉得自己该是首发”)和愤怒:“这就是我的秘密:愤怒,但也包含着热爱。 坐在替补席上的人发火是理所当然的,但我的愤怒是积极的,是对主教练、队友和俱乐部的。我认为,哪怕只有几分钟,证明自己已经准备好,就是最好的回应。”

因扎吉的愤怒始于周六上午,当时安切洛蒂告诉他,即使对阵莱切,他也不会首发。 午餐时、下午的技术会议上以及整个上半场,他都面色阴沉,而吉拉迪诺——那个被教练选中的人——却在离球门仅几步之遥的地方错失了两次绝佳机会。当安切洛蒂让他去热身时,因扎吉开始释放压力,而在伤停补时阶段打入制胜球时,愤怒化作了狂喜。 这是一种巨大的喜悦,其感受和表现都与去年10月23日在圣西罗球场截然不同——当时他在经历了左腿伤病的煎熬后,打入了本赛季的首粒进球。事实上,那天因扎吉在场上奔跑了六十米,扑进主教练的怀里,正是这位教练在那场比赛中从一开始就给予了他信任。

“是的,我想去德国。 我对主帅的愤怒是积极的”

与此同时,他已拒绝了一份来自法国的报价

然而周六晚,在与所有队友拥抱后,他停在一块广告牌前,用一脚踢向它发泄了所有的怒火。从爱的举动到愤怒的举动。这种转变源于巴勒莫进球与莱切进球之间发生的一切。 在与西西里球队那场激烈的九十分钟较量后,他理所当然地在对阵恩波利(10月26日)的比赛中坐上了替补席,随后在对阵尤文图斯的比赛中被提拔(但舍甫琴科当时无法出场)。然而在埃因霍温,他遭遇了第一道伤痕:皮波在赛前训练中打入一记精彩进球,看起来是状态最好的前锋,而舍瓦则一瘸一拐,显然脚跟仍感疼痛。 然而次日,这位乌克兰人却首发出场,而因扎吉甚至没能进入替补席。坐在看台上让他倍感煎熬。对阵乌迪内斯的比赛中,他送出的助攻让他重拾好心情,也换来了不错的评分,但佛罗伦萨之战再次让他心绪不宁:状态明显滞后的舍甫琴科踢满了全场190分钟,而他却只能获得零星的出场时间。

在伊斯坦布尔对阵费内巴切的比赛中,他的处境更加糟糕:他热身却始终未能登场,而吉拉和舍瓦却成为了当晚的英雄,甚至维埃里也成功替补登场并送出一次助攻。此时,皮波心中已然明确:下一个进球将是愤怒的宣泄,他不会再跳进主教练怀里庆祝了。果不其然。

Italiano 原文

Amici mai. Si parte da qui per riscrivere la nuova storia di Superpippo, giocatore, rapinatore, goleador, attaccante di razza. Paolo Rossi del terzo millennio, abitudini da baronetto - mai sentito una sua intervista radicalmente polemica, solo qualche borbottio molto contenuto - e molti solidi legami. Uno, pesante, con Bobo Vieri. Allora perché amici mai? Per due motivi: Il primo: Carlo Ancelotti. Si rispettano, non legano. Il secondo: Bobone, appunto. Chi ci va al mondiale? Io o tu, vecchio Christian. Interrogativo sospeso nell'aria, e che da sabato sera fa un po' più rumore. La storia.

Non ha dormito per tutta la notte: «Per l'emozione, l'adrenalina, ma anche per la preoccupazione di essermi infortunato ancora il ginocchio». Filippo Inzaghi vive sentimenti contrastanti. E' felice per aver segnato il gol decisivo in Milan-Lecce ma non riesce ancora a togliersi di dosso la paura. «Mi sono spaventato perché il ginocchio sinistro, quello già operato, è rimasto sotto. Nelle foto dei giornali si vede bene. Il fatto che non si sia gonfiato però mi fa essere ottimista». Spera, cioè, che gli accertamenti di oggi possano smentire l'ipotesi di Meersseman: uno stiramento al legamento collaterale formulata a caldo dopo la partita. «Forse non ci sarà bisogno neanche di una risonanza magnetica e basterà qualche giorno di riposo - si augura Inzaghi - ma vediamo domani (oggi ndr)».

È sull'onda dell'ottimismo, Pippo tira dritto fino ai Mondiali: «I gol aiutano a sognare, io continuo a crederci: in Germania posso esserci». La recente telefonata del ct Marcello Lippi nello studio di Milan Channel dove Inzaghi era ospite gli ha dato un motivo in più per non mollare.

Questa mattina saprà se è scongiurato il rischio di uno stiramento, poi penserà all'azzurro: dove il suo rivale è Bobo

Inseguirà il suo sogno con la maglia del Milan nonostante l'offerta del Marsiglia che potrebbe garantirgli un ruolo da titolare. Ma forse in questo caso concorda con la teoria del suo allenatore: «Pippo può andare al Mondiale per la qualità delle sue prestazioni, non conta la quantità». Al momento Inzaghi sembra aver scavalcato la candidatura di Vieri, anche se Pippo si preoccupa di smorzare la loro competizione: «Con Bobo c'è un legame che ha qualcosa di speciale. Mi ha chiamato anche stanotte per sentire come stavo per il ginocchio».

A guastargli il sonno, oltre all'adrenalina e alla preoccupazione, sono stati l'orgoglio («Io mi sento titolare») e la rabbia: «E' il mio segreto: la rabbia, ma anche l'amore. Chi sta fuori è giusto che si arrabbi, ma la mia è una rabbia positiva nei confronti del mister, dei compagni e della società. Penso che dimostrare di essere pronto anche in pochi minuti sia la migliore risposta».

La rabbia di Inzaghi è cominciata sabato mattina quando Ancelotti gli ha comunicato che non sarebbe stato titolare neanche con il Lecce. Lo hanno visto nero a pranzo, durante la riunione tecnica del pomeriggio e per tutto il primo tempo, mentre Gilardino, l'uomo che gli era stato preferito, sbagliava due occasioni d'oro a pochi passi dalla porta. Inzaghi ha iniziato a scaricare la tensione quando Ancelotti gli ha chiesto di riscaldarsi e la rabbia si è trasformata in euforia quando ha segnato il gol partita in pieno recupero. Una gioia immensa, diversa per sensazioni e gesti da quella provata lo scorso 23 ottobre a San Siro, quando segnò la sua prima rete stagionale dopo il calvario dell'infortunio alla gamba sinistra. Quel giorno, infatti, Inzaghi si fece sessanta metri di campo per saltare in braccio al suo allenatore che nell'occasione gli aveva dato fiducia fin dall'inizio.

«Sì, voglio la Germania. La mia rabbia verso il tecnico è positiva»Intanto ha detto di no a un'offerta francese

Sabato sera, invece, dopo aver ricevuto l'abbraccio di tutti i compagni, si è fermato davanti a un cartello pubblicitario e con un calcio ha scaricato tutta la sua rabbia. Da un gesto d'amore a uno di stizza. La differenza si spiega con quanto successo fra il gol di Palermo e quello di Lecce. Dopo gli intensi novanta minuti contro i siciliani è arrivata la comprensibile panchina di Empoli (26 ottobre) e la promozione contro la Juventus (ma Shevchenko era indisponibile). Ad Eindhoven, però, la prima ferita: Pippo segna un gran gol nell'allenamento di rifinitura, sembra la punta più in forma mentre Sheva zoppica e dimostra di sentire ancora dolore al tallone. Invece il giorno dopo l'ucraino è titolare e Inzaghi non va neppure in panchina. Quella tribuna gli fa male. Torna di buon umore grazie agli assist serviti contro l'Udinese, che gli procurano un buon voto in pagella, ma Firenze gli avvelena di nuovo i pensieri: Sheva palesemente in ritardo di condizione gioca tutti i 190' mentre a lui toccano briciole di partita.

Gli va ancora peggio a Istanbul contro il Fenerbahce dove si scalda senza mai entrare, mentre Gila e Sheva diventano eroi della notte e perfino Vieri riesce a entrare e a servire un assist. A questo punto è già chiaro nella testa di Pippo che il prossimo gol sarà il gol della rabbia e non verrà festeggiato saltando in braccio all'allenatore. Appunto.