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2002-12-03共和报

维埃里确实是个“现象”

中文译文

米兰——当然,家里还有从不休息的爱丽丝,但波波在用四粒进球将神情恍惚的塞雷尼彻底击溃、为自己树立了一座丰碑之后,还是请求母亲娜塔莉送给他最心仪的礼物:在米兰多待几天。 管他叫“炸药”、“大理石巨人”还是“终结者”,克里斯蒂安·维埃里作为意大利足球的宝贵财富,常被低估或冷落,长期不被理解,身披蓝衣时也绝未得到应有的重用与重视,但他依然是个十足的“妈宝男”,尤其是在与女友——前《晚间秀》女郎伊丽莎白·卡纳利斯分手之后更是如此。 尽管身形魁梧、力量惊人,尽管他是意甲联赛中为数不多的几位能无所畏惧地承受后卫猛烈撞击和冲击的前锋之一(“把他撞开是不可能的,”队友们保证道;他个性张扬,是国际米兰的“老大”),但他依然是个害羞的人。 在他那些看似粗鲁、急躁的外表之下,其实隐藏的正是这份羞怯。这一点得到了一个了解他且从事相同职业的人——皮波·因扎吉的证实。 相反,把维埃里放在一个有朋友(很多是从早年就跟着他,很多与足球无关)的房间里,或者与队友们在训练前或集训期间相处,你便会发现他身上那股十足的亲和力与交际魅力,包括随心所欲的玩笑、俏皮话和灿烂笑容。 如果在圣安布罗焦附近他与布罗基合开的餐厅“Baci & Abbracci”偶遇,便能略窥一二,那里弥漫着浪漫氛围,灯光柔和,烛光摇曳,还有许多三十岁以下的年轻女孩。 “他在场上一直赢得队友的友谊和尊重,”皮波向那些希望了解这位朋友不为人知的一面的人说道,“因为他对团队有着极强的归属感。”在莫拉蒂和库珀执掌的这支国米队中,他不仅是一位领袖,或许更是某种更重要的存在。长期以来,人们都说他与库珀不合:实际上,如今教练与球员之间有着牢固的关系。 我们都知道库珀曾打破铁律,公开表达对这位中锋的钦佩。科莫之战结束后,波波回到更衣室将“全场最佳”奖杯赠予主帅,这一举动绝非偶然。他动作利落,嘴角仅浮现一抹浅笑。我们深知维埃里向来不喜多言。 他从不高调宣示,但在某些鸦雀无声的间歇,更衣室里回荡的低语却胜过千言万语。尤其是今年,或许是因为那15分钟在他心中灼烧,吞噬了国际米兰的梦想与信念:5月5日那个该死的周日在奥林匹克球场。 “大家都问我那15分钟里发生了什么,”他在几周后给球迷的信中写道,“我自己也在问,因为不可能就这样把整个赛季都毁了。 “事实是,”他最后坦承,“在那该死的15分钟里,什么都没发生。真的什么都没有。”或许,他打进的这12粒进球,以及他倾注其中的全部力量——一粒接一粒——还有他面对每次失误、每次错失良机时所展现的愤怒,正是寻找答案的方式。 与他朝夕相处的人都这么说,但若用他职业生涯早期的视角来解读波波·维埃里,那便是大错特错;波波已经改变,已经成长,学会了更好地管理自己,不再被冲动所背叛,他以更细致、更有针对性的方式锻炼身体,无论在场上还是场下,都谨防过度消耗。 “维埃里?太棒了,”马西莫·莫拉蒂赞叹道。就在一年前的这个时候,他还曾表示:“他是最能代表俱乐部利益的球员。”

吉安尼·皮瓦

Italiano 原文

Vieri è proprio un Fenomeno

MILANO - Certo, in casa c' è Alice, che non stacca mai la spina, ma Bobo, dopo aver costruito un monumento a se stesso con i quattro gol scaraventati alle spalle dello stralunato Sereni, ha chiesto a mamma Nathalie di fargli il regalo più gradito: rimanere a Milano per qualche giorno. Chiamatelo Tritolo, Gigante di marmo o Terminator, ma Christian Vieri, un patrimonio prezioso per il calcio di casa nostra, spesso sottovalutato o snobbato, a lungo incompreso, di certo non sfruttato e valorizzato come merita e come converrebbe con la maglia azzurra addosso, resta un grande mammone, anche e soprattutto dopo essersi lasciato con la fidanzata, l' ex velina Elisabetta Canalis. A dispetto di quella mole e di quella forza, uno dei pochi attaccanti in circolazione nel nostro campionato che reggono impavidi scrolloni e assalti di difensori («spostarlo è impossibile» assicurano i compagni, una personalità che tracima, il «capo» all' Inter è lui), resta un timido. Dietro a tante manifestazioni di sbrigativa ruvidezza non ci sarebbe altro che questa timidezza. Lo assicura uno che lo conosce bene e che fa il suo stesso mestiere, Pippo Inzaghi. Mettete invece Vieri in una stanza con un gruppo di amici (molti se li è portati dietro dai primi anni, molti non hanno a che fare con il calcio), oppure con i compagni di squadra in attesa di un allenamento, o in ritiro, e si scopre tutta la sua carica di simpatia e comunicatività, scherzi, battute e grandi sorrisi a volontà. Un' idea la si può avere incrociandolo nel ristorante che ha assieme a Brocchi vicino a Sant' Ambrogio, «Baci & Abbracci», atmosfere amorose, luci soffuse, candele e tante ragazze sotto i trent' anni. «Sul campo si è sempre conquistato l' amicizia e il rispetto dei compagni - ha raccontato Pippo a chi ha gli ha chiesto di illuminare la faccia nascosta dell' amico - perché ha un senso altissimo del gruppo». Un capo, e forse anche qualcosa di più in questa Inter di Moratti e di Cuper. A lungo si disse che non c' era feeling con Cuper: in realtà tra tecnico e giocatore c' è oggi un rapporto forte. Sappiamo come Cuper abbia violato regole sacre per ammettere la sua ammirazione per il centravanti. Non è un caso se dopo la partita giocata a Como, Bobo sia tornato nello spogliatoio per regalare all' allenatore la statuetta che lo aveva premiato migliore in campo. Con un gesto rapido, e un sorriso appena accennato. Sappiamo che Vieri è uno che non disdegna starsene in silenzio. Non fa proclami, durante certi intervalli dove non vola una mosca lo spogliatoio è attraversato dal suo brontolio che conta più di mille parole. Quest' anno soprattutto, forse perché ci sono 15 minuti che lo hanno bruciato dentro, quelli che si sono ingoiati i sogni e le certezze dell' Inter: la maledetta domenica del 5 maggio all' Olimpico. «Tutti mi hanno chiesto cosa è successo in quell' intervallo - ha scritto ai tifosi un paio di settimane dopo - e me lo sono chiesto anche io perché non è possibile fregarti una stagione in quel modo. Il fatto è - ha confessato alla fine - che in quei maledetti 15 minuti non è successo niente. Ma proprio niente». Un modo per trovare una risposta sono forse questi suoi 12 gol, e tutta la forza che ci ha messo dentro, uno dopo l' altro, e certamente la rabbia con cui reagisce ad ogni errore, ad ogni occasione sciupata». Lo raccontano quelli che ogni giorno lavorano con lui, ma interpretare Bobo Vieri con la lente usata nei primi anni della sua carriera è profondamente sbagliato; Bobo è cambiato, è cresciuto, ha imparato a gestirsi meglio, a non farsi tradire dall' impeto, allenando in modo più meticoloso e mirato il suo fisico, attento a non esagerare, in campo e fuori. «Vieri? Fenomenale», è stato l' ammirato commento di Massimo Moratti, che un anno fa, di questi tempi, disse: «E' il giocatore che più di ogni altro interpreta gli interessi della società».

GIANNI PIVA