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2002-06-10共和报

从马尔蒂尼到马特拉齐都心存疑虑,但后防线仍信心十足

中文译文

仙台——争夺维埃里身旁位置的角逐拉开帷幕。仙台体育场上吹着仿佛布拉风般的寒风。场上正在进行一堂训练课,它既像一种惩罚,也像是对‘与墨西哥那场十六分之一决赛’的总预演——球员们都是这么称呼那场比赛的。原本他们不该出现在这里,因为本来应该放假一天,但休息日已经化为泡影。特拉帕托尼排出了他执教生涯里进攻性最强的一套阵容:蒙特拉、德尔维奇奥、德尔·皮耶罗和因扎吉同时出场。这些都是茨城县里对克罗地亚那场比赛里的替补球员,如今被叫来与仙台七夕队的年轻队员踢一场训练赛。他们之中的一人,将会在那场决定生死的比赛中,与‘波波’维埃里并肩首发。赛场气氛异常紧张:当德尔皮耶罗推搡一名动作过于粗野的日本球员时,当因扎吉也与对手发生冲突时,场面一度白热化。蒙特拉独中三元,德尔皮耶罗梅开二度,因扎吉和德尔维基奥各入一球。虽说这只是一场意义不大的测试赛,但若对阵墨西哥的比赛决定一切,蒙特拉的出场可能性正日益增大。 以进球数与出场次数之比来看,他是最致命的锋线杀手。作为一名应急前锋,他将在下周四的比赛中大显身手。而在中场深渊中筑起防线,詹纳罗·加图索或许能获得一席之地。这将是一个漫长的赛前等待,特拉帕托尼可能会再次反复推敲阵容,就像在输给克罗地亚前的最后几个小时那样。 全队仍在追问失利的原因,在各种倒退的言论中,“第10分钟松懈”的说法被广泛认可。维埃里威胁要拒绝接受媒体采访(“我没说过在锋线上感到孤立”),而马特拉齐则为马尔蒂尼开脱(“我没把责任推给他”)。 这些言论旨在重整队伍,低头向前,将那些挥之不去的问题抛在身后。“对阵墨西哥时,防守上必须更加谨慎,”坎纳瓦罗告诫道,他深谙如何处理这种极其敏感的话题:“我直到凌晨五点半才睡,”这位帕尔马后卫坦言,“因为我无法接受这场失利。 “我一遍又一遍地在录像机上回放比赛,根本不敢相信。正因如此,我认为现在进行指责是不公平的,尽管在意大利就是这样:不能因为两件负面事件就把一切都毁了。”关于作为国家队摇摇欲坠象征的马尔蒂尼的状态:“保罗已经尽了全力,如果期待他像年轻时那样在边路来回奔跑一百次,那就错了。 在我看来他状态不错,尽管现在他只下底一两次。”卡纳瓦罗安慰了因周六失误而沮丧的马特拉齐(“我也经历过,98年法国世界杯对阵智利后我被痛批,我告诉他别担心”)。这位国米球员则从另一个角度解释了克罗地亚队的首粒进球: “马尔蒂尼,他从未离我这么近,当时离我只有两米远,没人放空对方:奥利奇很聪明,从我们中间溜了过去。” 还有裁判问题,虽然没人愿意谈论怀疑,但这留下了毒性很强的痕迹:“这些事情远比我们大得多,我不想掺和进去,”卡纳瓦罗说。 “这并非恶意,而是无能,”维埃里继续他在针对“地区级”裁判的猛烈抨击中说道:“这是一场不公。关于那个被判无效的首粒进球,边裁犯了个三米长的‘蠢……’,真该把他枪毙。 在意大利,边裁们总是搞出各种乱七八糟的事,但这里可是世界杯。我整个职业生涯里都没见过这种事。然后他们还说我们要展现体育精神。”现在又开始描绘一个恐怖的对手了。墨西哥。他们“踢得非常好” (维埃里),“五六个人一起进攻”(马特拉齐),“速度快,表现出色,喜欢打身后球“(卡纳瓦罗)。“这样挺好,”维埃里总结道,“当我们背水一战时,就会发挥出最佳水平。”

本报特派记者马蒂亚·基乌萨诺

Italiano 原文

Dubbi da Maldini a Materazzi ma la difesa si sente al sicuro

SENDAI - Si apre la caccia ad un posto accanto a Vieri. Tira un vento che sembra bora, sullo stadio di Sendai. Va in scena un allenamento che al tempo stesso punizione e prova generale per il «sedicesimo di finale col Messico», come lo chiamano i giocatori, che non dovevano essere qui, ma hanno visto sfumare il giorno di riposo. Trapattoni schiera la formazione più offensiva della sua vita: in campo Montella, Delvecchio, Del Piero e Inzaghi. Sono le riserve di Ibaraki, chiamate a giocare una partitella contro i giovani del Vegalta Sendai. Uno di loro giocherà accanto a «Bobo», nella partita che vale la sopravvivenza. E la tensione è forte, se Del Piero dà una spinta ad un giapponese che usava maniere troppo rudi. Se Inzaghi si becca anche lui con un avversario. Montella ne fa tre, di gol, Del Piero due, Inzaghi e Delvecchio uno. Vale poco, come test, ma se la partita col Messico vale tutto, prende sempre più quota la presenza di Montella. Il più micidiale attaccante, nel rapporto gol/partite giocate. Una punta per le emergenze, come il match di giovedì prossimo. E fare diga negli abissi del centrocampo, potrebbe trovare spazio Gennaro Gattuso. Sarà una vigilia lunghissima, e Trapattoni potrebbe di nuovo fare e disfare, come nelle ultime ore che hanno preceduto la sconfitta con la Croazia. La squadra continua a interrogarsi su come sia potuto succedere, la teoria del rilassamento sull 10 è accreditatissima in una giornata piena di retromarce. Vieri minaccia il silenzio stampa («Non ho detto che mi sono sentito solo in attacco»), mentre Materazzi scagiona Maldini («Non ho scaricato la responsabilità su di lui»). Parole spese per ricompattare il gruppo e ripartire a testa bassa, lasciandosi alle spalle problemi sempre presenti. «Contro il Messico bisogna stare più attenti in difesa» ammonisce Cannavaro, esperto nel maneggiare una materia delicatissima: «Sono andato a dormire solo alle cinque e mezzo confessa il difensore del Parma perché non riuscivo a capacitarmi della sconfitta. Guardavo e riguardavo la partita al videoregistratore, non volevo crederci. Per questo dico che adesso è ingiusto fare processi, anche se in Italia funziona così: non si può buttare tutto all' aria per due episodi negativi». Sulla condizione di Maldini, simbolo pericolante della nazionale: «Paolo ha fatto la sua partita, se ci si aspetta che scenda cento volte sulla fascia come faceva da giovane ci si sbaglia. Io lo sto vedendo bene, anche se adesso scende solo un paio di volte». Cannavaro ha confortato Materazzi per gli errori di sabato («Ci sono passato anch' io, dopo la partita col Cile a Francia ' 98 sono stato massacrato, gli ho detto di stare tranquillo»). L' interista, a sua volta, ha spiegato in una maniera diversa il primo gol croato: «Maldini, che mai mi era stato così vicino, era a due metri di distanza da me, nessuno ha lasciato solo l' altro: è stato bravo Olic a sgusciare tra di noi». C' è poi la questione arbitrale, che lascia tracce velenose, anche se nessuno vuole parlare di sospetti: «Sono cose talmente più grandi di noi che non ho voglia di entrarci», dice Cannavaro. «Non c' è malafede, ma incapacità», prosegue Vieri nella sua campagna pesantissima sugli arbitraggi "da Interregionale": «E' stata consumata un' ingiustizia. Sul primo gol annullato il segnalinee ha fatto una ' caz....' di tre metri, sarebbe stato da fucilarlo. In Italia gli assistenti dell' arbitro ne combinano di tutti i colori, ma qui siamo al Mondiale. Mai vista una cosa del genere in tutta la carriera. Poi dicono che dobbiamo mostrare il fair play». Ed ora si ricomincia a dipingere uno spauracchio. Il Messico. Che «gioca molto bene» (Vieri), «attacca con cinquesei giocatori» (Materazzi), «è rapido, brillante, gioca molto in profondità» (Cannavaro). «Va bene così» fotografa Vieri, «quando abbiamo l' acqua alla gola tiriamo fuori il meglio».

DAL NOSTRO INVIATO MATTIA CHIUSANO