因扎吉和维埃里正在筹备新的进球庆祝动作,皮波已准备好首秀:“我和克里斯蒂安为下一场比赛策划了一个特别的庆祝动作”
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本报驻仙台记者报道——这是一届属于进球(18场比赛中打入51球,仅1场0-0平局)、属于前锋、属于惊艳表现的世界杯,而意大利队正双管齐下加强进攻。超级皮波的时刻到了。 明天对阵克罗地亚的比赛,既承载着历史意义(这是国家队第600场比赛),又关乎当下战局(有望提前锁定16强席位)。多尼将坐上替补席,托蒂则退居二线,回归他最擅长的前腰位置,为因扎吉让出空间,后者将与维埃里并肩作战。 对于这位AC米兰前锋(20场比赛攻入10球)而言,一段漫长而艰辛的追逐终于画上句号:“我曾担心自己无法实现这个目标;但如今我站在这里,很高兴能在世界杯上完成首秀,这对一名球员来说是一次美妙的经历。” 他曾两次担心会错失这个足以决定职业生涯的良机:12月2日,在米兰对阵基耶沃的比赛中左膝受伤(接受了韧带手术,并于3月17日复出);
5月26日,在东京奥林匹克体育场对阵鹿岛鹿角的友谊赛中,他感到之前做过手术的膝盖剧痛,一度担心自己不得不打道回府。但这一切都已成为过去,因扎吉已准备好成为特拉帕托尼麾下意大利队的第二把枪,为了给他腾出位置,球队甚至调整了阵容和阵型:
“但我认为,我们对阵克罗地亚时将采用的战术体系,在预选赛阶段就经过了长期磨合,因此场上应该不会有问题。”
在1998年法国世界杯对阵智利和奥地利的比赛中,因扎吉仅在比赛尾声阶段出场了50分钟;在2000年欧洲杯上,他作为首发登场(4次出场并攻入1球,在四分之一决赛对阵罗马尼亚时破门),但未能进入决赛阵容。如今,因扎吉梦想在世界杯上成为主角:“我现在感觉很好,经历了这一切之后,这是最重要的。
现在我希望能为球队做出贡献。我很想对阵厄瓜多尔,因为我曾无数次梦见自己的世界杯首秀,但我明白那将是一次不必要的冒险。托蒂和维埃里对阵厄瓜多尔时表现得非常出色,这让我非常高兴,现在我也希望能为这支意大利队出一份力。 这几天,无论队内还是队外,我都收到了无数的关怀;东京受伤后,很多人都鼓励了我。我希望能用不负众望的表现来回报大家。”
明天在茨城体育场,因扎吉将与克里斯蒂安·维埃里并肩作战,后者是他足球生涯中最要好的朋友。
这是特拉帕托尼近几个月来一直构思的搭档,也是他坚定寄予厚望的组合:“我和波波相识十年,我们之间有着深厚的友谊,希望场上一切顺利。他有望夺得本届世界杯金靴奖,如果需要主罚点球,我会很乐意让给他,毕竟他在点球点上的表现比我更出色。”
因扎吉仅透露:“如果我们进球,我和克里斯蒂安想好了特别的庆祝方式,但出于迷信,具体细节不便透露。先得进球才行,”随后才会上演那套庆祝舞步。
对维埃里的赞美之词与对托蒂的评价相呼应: “身后有一位能第一时间将球传到前场的球员,这无疑是巨大的优势。能与托蒂这样的球员并肩作战,对前锋来说是莫大的幸运。1998年11月18日,在萨莱诺对阵西班牙的那场友谊赛中,正是凭借他的一记传球,我打入了代表意大利国家队的第一粒进球;希望我们在这里也能保持这种默契。 像他这样的球员对大家都是宝贵财富。”不过,素以宽容著称的因扎吉也没有忘记德尔·皮耶罗——尽管后者目前尚未获得国家队席位:“没人应该感到被排除在外;特拉帕托尼时刻关注着所有人,并准备给所有曾为球队做出贡献的球员机会。世界杯赛程漫长,即便从替补席出发,也可能成为决定性因素。
我始终记得,索尔斯克亚当年正是从替补席上为曼联捧起了1999年的欧冠奖杯。」
让因扎吉感到惊讶的是「日本人对意大利国家队持续展现出的喜爱。周围对我们怀有一种绝对含蓄而特别的关注。这种美好的氛围对我们和整个团队都有益。」 甚至让因扎吉并不因远离家乡而感到痛苦:“如果我们能晋级韩国世界杯,也许我的父母会来。
但我们每天都会通电话,感觉就像他们就在身边一样。况且,为了实现伟大的目标必须做出牺牲,而意大利的目标就是赢得世界杯。我来这里是为了成为主角,但团队的胜利比任何人和任何事都重要。”
在这届进球如潮的世界杯上(“希望这种势头能延续下去,这似乎是一届没有战术束缚、充满精彩比赛的赛事”),意大利面临的问题是:在首战表现出色后,第二场绝不能失误,并要击败克罗地亚:“这不会容易,因为我们将面对一支非常优秀的球队,尽管他们首战可能发挥欠佳。 如果他们输给我们,就将提前出局——要知道四年前在法国,他们可是获得了季军。
我相信他们会竭尽全力,以避免被淘汰。我们必须做好应对比赛困难的准备。」而此刻,任何失误都将带来灾难性的后果。
法比奥·蒙蒂
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Inzaghi e Vieri preparano la nuova danza del gol Pippo pronto al debutto: «Con Christian abbiamo pensato a qualcosa di particolare per la prossima partita»
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI SENDAI — È il Mondiale dei gol (cinquantuno in diciotto partite, un solo 0-0), degli attaccanti, della voglia di stupire e l'Italia raddoppia l'attacco. Scocca l'ora di Superpippo. Domani contro la Croazia, in una partita che unisce la storia (è la partita numero 600 della nazionale) alla cronaca (la possibilità di blindare in anticipo la qualificazione agli ottavi), Doni andrà in panchina e Totti farà un passo indietro, tornando al ruolo prediletto di trequartista per far posto a Inzaghi, che andrà a sistemarsi accanto a Vieri. Per l'attaccante del Milan (dieci gol in venti partite), si conclude un lungo e faticoso inseguimento: «Ho avuto paura di non farcela; invece sono qui, felice di esordire al Mondiale, che per un calciatore è un'esperienza stupenda». Per due volte ha temuto di perdere l'occasione che vale una carriera: il 2 dicembre, quando si infortunò al ginocchio sinistro in Milan-Chievo (intervento chirurgico ai legamenti e ritorno in campo il 17 marzo);
il 26 maggio, nell'amichevole allo stadio Olimpico di Tokio, contro i Kashima Antlers, quando avvertì un dolore acutissimo al ginocchio già operato e ebbe il timore di tornare a casa. Invece tutto è passato e Inzaghi è pronto a diventare la seconda bocca da fuoco dell'Italia trapattoniana, che per fargli posto cambia squadra e modulo:
«Ma credo che la formula che adotteremo contro la Croazia sia stata così a lungo collaudata, anche nella fase di qualificazione, che non dovrebbero esserci problemi sul campo».
Utilizzato per soli cinquanta minuti nel finale delle partite contro Cile e Austria a Francia '98, titolare all'Europeo 2000 (quattro presenze e un gol, alla Romania nei quarti), dove però venne escluso dalla finale, Inzaghi sogna ora un Mondiale da protagonista: «Adesso sto bene e questa è la cosa più importante dopo tutto quello che ho passato.
Ora spero di poter essere utile alla squadra. Ci tenevo a giocare contro l'Ecuador, perché mi ero sognato tante volte l'esordio mondiale, ma ho capito che sa-rebbe stato un rischio inutile. Sono stato molto contento che Totti e Vieri abbiamo giocato una grandissima partita contro l'Ecuador, ora vorrei dare anch'io una mano a questa Italia. Ho ricevuto in questi giorni tantissime prove di affetto, all'interno e all'esterno della squadra; tanta gente mi ha incoraggiato dopo l'infortunio di Tokio. Spero di ripagare tutti con partite all'altezza delle aspettative».
Domani nello stadio di Ibaraki, Inzaghi si troverà a fianco Christian Vieri, il suo miglior amico nel mondo del calcio.
E' una coppia alla quale Trapatttoni ha sempre pensato in questi mesi e sulla quale punta con decisione: «Io e Bobo ci conosciamo da dieci anni, fra di noi c'è una solida amicizia e spero che in campo vada tutto bene. Lui può vincere la classifica dei cannonieri di questo Mondiale e se ci sarà da battere un rigore, glielo lascerò volentieri, anche perché dal dischetto è più bravo di me».
Quello che Inzaghi accenna soltanto è che «se dovessimo segnare un gol, io e Christian abbiamo pensato a qualcosa di particolare, ma niente dettagli, per una questione di scaramanzia. Prima bisogna segnare», poi scatterà il balletto.
Le belle parole per Vieri si sovrappongono a quelle per Totti: «Avere alle spalle un giocatore che sa darti il pallone di prima, in profondità, può essere un grande vantaggio. Giocare accanto a uno come Totti rappresenta una grande fortuna per un attaccante. È stato su un suo passaggio che ho segnato il mio primo gol in azzurro, a Salerno, contro la Spagna, in amichevole, il 18 novembre '98; speriamo che l'intesa funzioni anche qui. Giocatori come lui sono un bene per tutti». Però il buonista Inzaghi non dimentica nemmeno Del Piero, che per ora un posto in questa nazionale non ce l'ha: «Nessuno si deve sentire fuori; Trapatttoni tiene tutti ben presenti ed è pronto a dare spazio a chiunque abbia portato fin qui.Un Mondiale è lungo e poi si può essere decisivi anche partendo dalla panchina.
Io ricordo sempre che Solskjaer regalò la Champions League '99 al Manchester United, partendo dalla panchina».
Quello che Inzaghi ha trovato sorprendente è stato «l'affetto che i giapponesi continuano a dimostrare nei confronti della nazionale italiana. C'è un interesse assolutamente discreto e speciale intorno a noi. Una bell'aria e tutto questo fa bene a noi e a tutto l'ambiente». Al punto che Inzaghi non soffre nemmeno per la lontananza da casa: «Forse verranno i miei genitori, se andremo in Corea.
Ma ci sentiamo ogni giorno al telefono ed è un po' come averli qui. D'altronde bisogna sacrificarsi per raggiungere grandi obiettivi e quello dell'Italia è vincere il Mondiale. Io sono qui per essere protagonista, ma la vittoria del gruppo è più importante di tutto e di tutti».
In un Mondiale pieno di gol («speriamo che si continui così, mi sembra un campionato senza tatticismi, con tante belle partite»), il problema dell'Italia è non sbagliare la seconda, dopo un'ottima prima e battere la Croazia: «Non sarà facile, perché affrontiamo una buonissima squadra, anche se può non aver giocato bene la prima partita. Se dovessero perdere contro di noi, sarebbero già fuori dal Mondiale, loro che erano stati terzi in Francia quattro anni fa.
Credo che ci impegneranno moltissimo, per non essere eliminati. Noi dobbiamo essere preparati alle difficoltà della partita». E guai a sbagliare proprio ora.
Fabio Monti
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