皮波,戒备森严的生日
中文译文
乔瓦尼·埃吉迪奥 米兰马里蒂马——皮波先是到了这里,又没去那里,有人看见他在上面,他向我发誓说要下来。这是因扎吉的夜晚,本该是繁星落下的时刻,但没人抬头看天,因为所有人都等着这位“地狱之神”的最后一次登场,他对待女人就像对待门将一样毫不留情。 他是今夏最耀眼的人物之一,米兰向尤文图斯支付了60亿转会费,各大频道更是传出无数绯闻,称他与荧屏上最迷人的女艺人约会。米兰马里蒂玛已为他预订了生日派对,而他对此欣然接受。 夜店里有蛋糕和无数杯祝酒等着他,但在此之前,他们先带他去“帕佩特”吃晚饭——这家时髦的海滩餐厅是因扎吉的常去之地。他由皮内塔的奇奇陪同,他不是南美球星,而是接待因扎吉的酒吧老板,所有经过这里的足球运动员的教父。 “维埃里不来了,库珀只给了他一天休息。”帕佩特餐厅对所有人开放,但很少有人知道“超级皮波”即将到来。当他身穿白衬衫和牛仔裤现身时,几乎没人注意到他。 随后《Verissimo》节目的摄像机抵达,聚光灯亮起,人群涌向这家面朝海滩的餐厅边缘。此时,好奇的围观者、大小粉丝、朋友的朋友、美女和孩子们便排起了长队,只为一睹这位傍晚抵达的中锋。有些人甚至有幸获得“接见”,获得一次握手,甚至一个脸颊亲吻。 邻桌坐着鲍勃·麦卡杜,这位曾是NBA真正的篮球巨星,后来又成为达安东尼和梅内吉尼执教的传奇米兰队的主角,但在这里,大家大概都把他当成了一个街舞舞者。不过,与在皮内塔等待因扎吉的那座人山人海相比,这群人简直不值一提。 他原定11点到,后来推迟到午夜,结果直到一点多才露面。“大家好,祝大家玩得开心,”这是他在电视上发表的简短官方声明,而这本该是他希望保持私密的一晚。在喧闹的随行人群的嚎叫和推搡中,他被拽到了餐桌旁,其中最引人注目的便是身高1米80以上的女工作人员。 坐在因扎吉身旁,是今晚的大目标。至少能上电视,要是运气好,说不定还能进这位“黄金男孩”满满当当的日程表。一名保镖挡住围观者——也就是所有人——而有人试图贿赂他:“我去年和他在一起过,至少让我跟他打个招呼行吗?” 这位“大猩猩”就像那些小猴子一样,充耳不闻、默不作声,视若无睹。他只是摇摇头,而他身后正端着草莓奶油蛋糕,上面写着给皮波的祝福。DJ高声向贵宾喊着“生日快乐”,大厅里响起嘘声和掌声,围在贵宾沙发周围的人群简直让人窒息。 因扎吉看起来与其说是开心,不如说是尴尬(不过,如果他想要一场低调的派对,他本该选择佩约而不是米兰马里蒂马),他由两名保镖护送着离开,溜进了皮内塔的奇科办公室,喘口气。然后他回到舞池,但再也别提跳舞了,因为只要他一动,人群就会随之涌动。 他回到沙发上,此时的寿星似乎是米兰体育总监阿里埃多·布雷达,他正与路过的每个人热络地交谈。凌晨3点,围在因扎吉桌前的那堵由男女组成的“人墙”依然伫立不动,静待一个手势或一个可以挤进去的空隙。 皮内塔俱乐部里还有其他球员,比如斯卡波洛和森托凡蒂,他们刚结束在拉文纳那个(从字面意义上说)彻底失败的赛季,大家还在等利韦拉尼的到来,他预订的桌子注定要空着。 与此同时,因扎吉身边每次都换着不同的人,多半是这家夜店里的一群花花公子,他们轮流凑到他身边。如果非要说的话,这简直是一座金丝笼。“我们要玩到早上七点!”DJ大声喊道。现在才凌晨三点半。这与其说是承诺,倒更像是一种威胁。
乔瓦尼·埃吉迪奥
Italiano 原文
Pippo, compleanno blindato
giovanni egidio MILANO MARITTIMA - Pippo prima arriva qui, non va là, l' hanno visto su, mi ha giurato che viene giù. E' la notte di Inzaghi, questa in cui dovrebbero cadere le stelle, ma in cui nessuno guarda il cielo perché tutti aspettano l' ultimo diointerra della pedata, che sciupa le femmine come i portieri. E' stato uno dei personaggi più luccicanti dell' estate, 60 miliardi pagati dal Milan alla Juve, e migliaia di voci che lo volevano fidanzato su tutti i canali con le soubrette più avvenenti dell' etere. Milano Marittima l' ha prenotato per fargli la festa di compleanno, e lui ci si è buttato a pesce. Lo aspettano una torta e mille bicchieri da cin cin in discoteca, ma prima lo portano a cena al Papeete, spiaggia di tendenza in cui Inzaghi è di casa. Lo accompagna Chicco del Pineta, che non è un campione sudamericano ma il proprietario del locale che accoglierà Inzaghi, padrino di tutti i calciatori che passano di qui. «Vieri non viene, Cuper gli ha dato solo un giorno di riposo». Il Papeete è aperto a tutti, ma in pochi sanno che sta per arrivare SuperPippo. Quando sbuca in camicia bianca e jeans, non se ne accorge quasi nessuno. Poi arrivano le telecamere di Verissimo, accendono i faretti, e la folla si sposta ai bordi del ristorante che si affaccia sulla spiaggia. Inizia in quel momento la lunga processione di curiosi, piccole e grandi fan, amici degli amici, pupe e bambini, che vogliono almeno spiare il centravanti arrivato verso sera. Qualcuno ottiene perfino udienza, per una stretta di mano o addirittura un bacino sulla guancia. In un tavolo vicino, c' è Bob McAdoo, che fu una vera star del basket Nba e poi protagonista della mitica Milano di D' Antoni e Meneghin, ma che qui probabilmente tutti scambiano per un cubista. Quella ressa è comunque roba da ridere rispetto alla montagna di gente che attende Inzaghi al Pineta. Dovrebbe arrivare alle 11, poi a mezzanotte, e invece spunta solo dopo l' una. «Ciao a tutti e buon divertimento», sono le sue pregnanti dichiarazioni ufficiali alla tv, in una notte che vorrebbe essere privata. Lo trascinano al tavolo, tra gli ululati e le spinte di un rumoroso codazzo in cui spiccano le ragazze dello staff, scelte dal metro e ottanta in su. Sedersi di fianco a Inzaghi, è il grande obbiettivo della serata. Si finisce in tv, come minimo, o nella fittissima agenda del golden boy, se proprio va fatta bene. Un gorilla tiene lontano i curiosi, cioè tutti, e qualcuna prova a corromperlo: «Io sono stata con lui l' anno scorso, me lo fai salutare almeno?». Il gorilla, come le scimmiette, non sente, non parla e non vede nessuno. Fa solo di no con la testa, mentre dietro di lui sfila la torta di fragole e panna, con gli auguri per Pippo. Il dj urla buon compleanno all' ospite d' onore, la sala fischia e applaude, l' assedio al divanetto d' onore si fa asfissiante. Inzaghi pare più imbarazzato che divertito (se però preferiva una festa discreta, sceglieva Pejo anzichè Milano Marittima), esce scortato da due buttafuori e s' infila negli uffici di Chicco del Pineta, a rifiatare. Poi torna in pista, ma di ballare ancora non se ne parla, perché come si muove, si spostano le masse. Torna al divanetto, dove il festeggiato pare Ariedo Braida, direttore sportivo del Milan, che tiene banco con chiunque passi nei paraggi. Alle 3 di notte il muro di ragazzi e ragazze che staziona di fronte al tavolo di Inzaghi, è ancora lì, immobile, in attesa di un cenno o un varco in cui infilarsi. Al Pineta ci sono anche altri calciatori, Scapolo e Centofanti ad esempio, reduci da una fallimentare stagione a Ravenna (nel senso più tributario del termine) e si attende l' arrivo di Liverani, che ha prenotato un tavolo destinato a rimanere vuoto. Inzaghi, intanto, si ritrova al fianco ogni volta una persona diversa, molto spesso del gruppo di bellone del locale, che si danno il turno per affiancarlo. Una prigione dorata, se vogliamo. «Arriviamo fino alle sette di mattina», urla il dj. Sono le 3 e mezza. E più che una promessa, sembra una minaccia.
GIOVANNI EGIDIO