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2001-03-26共和报

别再哭了,四年后我们会赢的

中文译文

罗马——尽管意大利队的世界杯征程已经结束,但还有一位“蓝衣军团”成员仍有机会赢得荣誉:那就是维埃里。随着巴蒂斯图塔的出局,他比以往任何时候都更有希望争夺本届世界杯的金靴奖。 “说实话,我现在正想着别的事:我迫不及待想去马德里试驾那辆送给我的法拉利,”他装出一副无所谓的样子说道,但一想到这辆由马竞主席吉尔之子赠送的定制版跑车,他的眼神便亮了起来,这比有望加冕世界最佳前锋的前景更让他兴奋。 目前他已攻入5球,只有巴西球员可能超越他,而对荷兰、法国和克罗地亚球员来说,这一壮举似乎更为艰难,尽管他们都还有两场比赛可踢。 无论金靴奖的争夺最终如何收场,本届世界杯对意大利而言依然是维埃里的世界杯——这遵循了意大利国家队前锋们的一项古老传统:每四年一次,在海外举行的世界杯都会与某位前锋紧密相连:1982年是罗西,1990年是希拉奇,1994年是巴乔。 迪比亚吉奥罚失点球后,维埃里含泪离场的画面,正是本届意大利队世界杯的象征。 如今他已重拾自我,重新找回了最适合他的那副粗犷形象,但正是那几滴眼泪,为这位冷酷无情的锋线杀手增添了决定性的一笔,使他成为了一个容易被感动之国的全民英雄(昨天在贝加莫,他被粉丝们的热情所淹没,在意大利自行车锦标赛终点线短暂露面后,甚至不得不仓皇逃离)。 “我实在无法抑制泪水,被淘汰的失望感远胜于进球的喜悦,至今仍是如此。不过随后我立刻想到一件事,这多少让我稍感宽慰:这是一个试验性的世界杯,下次我们可以赢得它”。这样说似乎有些矛盾,因为试验是在友谊赛中进行的,但维埃里既不习惯在比赛中粉饰太平,更不会在言语中拐弯抹角,因此这个概念逐渐变得清晰起来。“我的意思是,这支球队的核心是由马尔蒂尼、卡纳瓦罗、因扎吉、内斯塔、德尔·皮耶罗、布冯和我组成的U21梯队。 我们年轻,彼此都是朋友,以我们在这里的表现来看,四年后我们完全可以变得非常强大。我对此深信不疑,因为那时我们将正值职业生涯的巅峰,除了巴西队之外,没有任何一支国家队拥有像我们这样同龄的强力阵容。” 毋庸置疑,在2002年由日韩联合举办的世界杯上,替补席上将由另一人取代切萨雷·马尔蒂尼,但在维埃里为因巴乔-德尔皮耶罗事件而遭众矢之的的主教练所做的辩护中,尽显了他对这位教练的感激之情。 马尔蒂尼曾在他效力尤文图斯时表现平平之际,便将他提拔至青年队,并最终在国家队中确立了他作为锋线唯一不可动摇的主力地位——尽管当时有人质疑他在马德里竞技队攻入的众多进球过于轻松,认为西班牙联赛比意大利联赛更容易。‘进球总是巨大的喜悦,而这五个进球更让我在人们眼中成为了现象级球员。 但若我能取得这些成就,也多亏了马尔蒂尼。我认为尼佐拉的评价很中肯:对我来说,他就像一位父亲。德尔·皮耶罗?足球在场上看得更清楚,我可以向你们保证他当时状态正佳,即使对阵法国队也踢了一场好球;有些细节从场外是看不出来的。” 成功让他对尤文图斯也表现得绅士风度十足——尽管尤文曾抛弃了他,而他们对此永远不会后悔。“其他球队可以买他们想要的球员,就像国际米兰签下巴乔与罗纳尔多搭档那样。但尤文图斯会继续赢球,因为我知道他们的训练方式、备战方法,也了解球员们的心理素质。 唯一的问题或许是利皮将在赛季末离任,但我确信因扎吉将成为队内头号射手,而德尔·皮耶罗和齐达内对对手来说依然是无法阻挡的。”最后这份绅士风度留给了他的法国挚友:“我跟他交换了球衣,并告诉他他会赢得世界杯,因为我坚信有他在的法国队是最强的。” 他将通过电视观看决赛,并且已经确定会为齐达内加油。“之后我会把注意力转向马德里竞技。我们之前缺少一位伟大的教练,现在有了萨基,一切都好:有他在,我们定能击败巴塞罗那和皇家马德里。我不想失去胜利的习惯:四年后又将迎来世界杯。”

作者:恩里科·库罗

Italiano 原文

Non piangete più vinceremo tra 4 anni

ROMA - Se il Mondiale dell' Italia è finito, c' è un azzurro che può ancora vincere qualcosa: è Vieri, che, dopo l' eliminazione di Batistuta, è più che mai in lizza per il titolo di capocannoniere della Coppa del Mondo. "Sinceramente adesso penso ad altro: non vedo l' ora di andare a Madrid a provare la Ferrari che mi hanno regalato" dice lui, simulando indifferenza e illuminandosi all' idea della fuoriserie - dono del figlio del presidente dell' Atletico, Gil - più che alla prospettiva di essere incoronato come il migliore attaccante del mondo. A quota 5 reti, può essere superato solo da un brasiliano,mentre per gli olandesi, per i francesi e per i croati l' impresa sembra più complicata, anche se tutti hanno ancora due partite a disposizione. Comunque si concluda la corsa al trono del gol, quello dell' Italia rimane il Mondiale di Vieri, secondo una vecchia tradizione degli attaccanti della Nazionale, che, ogni quattro anni, all' estero, viene identificata con loro: accadde nell' 82 con Rossi, nel ' 90 con Schillaci, nel ' 94 con Baggio. Il fotogramma di Vieri che si allontana dal campo in lacrime, dopo il rigore sbagliato da Di Biagio, è appunto il simbolo del Mondiale azzurro. Ora è tornato padrone di se stesso, riappropriandosi dell' immagine rude che più gli si attaglia, ma quelle lacrime hanno fornito il tocco decisivo per fare del centravanti implacabile un eroe popolare (ieri, a Bergamo, è stato travolto dall' affetto dei suoi fan, letteralmente fuggendo dopo aver fatto una capatina sul traguardo del campionato italiano di ciclismo) in un paese facile alla commozione. "Il pianto non sono riuscito a frenarlo, la delusione per l' eliminazione era e resta superiore alla soddisfazione per avere segnato tanto. Poi, però, mi sono un po' consolato pensando subito a una cosa: che questo è stato un Mondiale di prova, il prossimo possiamo vincerlo". Detto così, sembra un paradosso, perché le prove si fanno in amichevole, ma Vieri non è abituato ai ricami, né quando gioca, né tanto meno quando parla e allora il concetto si chiarisce a poco a poco. "Voglio dire che il nucleo di questa squadra è formato dal gruppo dell' Under 21 di Maldini, Cannavaro, Inzaghi, Nesta, Del Piero, Buffon, io. Siamo giovani, siamo tutti amici e tra quattro anni possiamo diventare formidabili, visto quello che abbiamo combinato qui. Ne sono convinto, perché allora saremo nel pieno della nostra carriera e nessun' altra nazionale, tranne forse il Brasile, ha un gruppo di giocatori così forti alla nostra età". E' scontato che nel 2002, nella Coppa del Mondo che Giappone e Corea organizzano in coppia, in panchina ci sarà un altro al posto di Cesare Maldini, ma nella difesa che Vieri fa del ct, spedito al rogo per il caso Baggio-Del Piero, c' è tutta la gratitudine verso il tecnico. Maldini lo ha lanciato nell' Under, anche quando con la Juve non brillava, e consacrato in Nazionale come unico titolare inamovibile in attacco, nonostante le perplessità di chi considerava troppo facili le molte reti segnate con la maglia dell' Atletico Madrid, perché il campionato spagnolo è più facile di quello italiano. "Il gol è sempre una gioia grande e poi questi cinque mi hanno trasformato in fenomeno agli occhi della gente. Ma se ho potuto fare quello che ho fatto, è anche merito di Maldini. Penso che Nizzola lo abbia confermato giustamente: per me è una specie di papà. Del Piero? Il calcio si vede meglio dal campo e vi posso garantire che era in forma e che anche contro la Francia ha giocato una buona partita; ci sono cose che dall' alto non si vedono". Il successo lo ha reso cavalleresco anche verso la Juve, che lo ha ripudiato e non se ne pentirà mai abbastanza. "Gli altri possono comprare chi vogliono, come l' Inter che ha preso Baggio accanto a Ronaldo. Ma la Juve continuerà a vincere, perché io so come si allena, come si prepara, che mentalità hanno i suoi giocatori. L' unico problema può essere la certezza che Lippi andrà via a fine stagione, però sono sicuro che Inzaghi segnerà più gol di tutti e che Del Piero e Zidane resteranno imprendibili per gli avversari". L' ultima cavalleria è proprio per il suo amico francese: "Ho scambiato la maglia con lui e gli ho detto che vincerà il Mondiale, perché sono convinto che la Francia, con lui, sia la squadra più forte". La finale la vedrà in tv ed è già sicuro di poter fare il tifo per Zidane. "Poi penserò all' Atletico. Ci mancava un grande allenatore, ora con Sacchi siamo a posto: con lui batteremo Barcellona e Real Madrid. Non voglio perdere l' abitudine alla vittoria: tra quattro anni c' è di nuovo il Mondiale".

di ENRICO CURRO’