“出色且冷酷无情,这就是我们赢球的原因” 蒙特拉:“有人曾说我训练不够投入。” 维埃里:“我让我的朋友因扎吉失望了。”
中文译文
一个把进球承诺给了皮波(因扎吉),另一个则承诺给了自己。罗马对阵国际米兰的比赛,完全是意志与心灵的较量。这是维埃里与蒙特拉之间一场永无止境的决斗。他们打成了平手,每人各进两球。但他们的球队并没有平。紧紧依仗着“小飞机”的罗马队拿下了宝贵的三分,让整个奥林匹克球场为之欢呼高歌。这就是这座城市的灵魂。
文森齐诺赢了,因为足球就像生活,最大的责任,就像最伟大的胜利一样,都是你从内心深处赢得的。若能将功与乐兼得——并将球衣赠予查理兹·塞隆(这位因马天尼广告中“细绳”而走红的模特,昨日刚结束米兰时装周便现身球场)——那就再好不过了。“一位伟大的女演员。”当记者告诉他她也是轮换政策的“受害者”时,他不禁笑出声来。如今,他不再为开胃酒做广告了。
这是一个充满微笑与致敬的夜晚。献给那些在他只能枯坐板凳时依然陪伴在他身边的人。也献给他的妻子丽塔,她比任何人都了解他,并早已揭开了第一个进球的谜团。阿松桑(当时罗马队友)肯定也知道,“因为文森佐当时都没有做出‘小飞机’的庆祝动作”。而蒙特拉本人也大方承认:“那球我确实没碰到。也许如果我头发再长点就碰到了……但我不能抱怨:单场进了两个头球,我以前可从来没有做到过。最难的是第一个,是一个扭身体的身位。第二个几乎是砸在我身上进去的。但不管用什么方式,能进球、能赢下比赛就是好样。在这个赛季,罗马与其他球队的区别,恰恰就在于这种决心。”
卡佩罗给了他最好的赞美。主教练如是说:“文森佐一直训练得很刻苦,即使没上场也是如此。正因如此,他现在状态更佳,比其他人更有优势。”这位“小飞机”坦言:“这让我很高兴。因为在某些人眼里,我曾是那个训练不努力、在更衣室制造分裂的人。但事实绝非如此。”
数据就是最好的证明。虽然出场时间不多,但他却打入了五粒至关重要的进球。对阵维琴察时,他在主客场各进一球(其中在乌迪内的中立场地,他在比赛结束前10分钟打破僵局);对阵雷吉纳时,他在奥林匹克球场打入一球,帮助球队2-1获胜;对阵国际米兰时,他梅开二度,助球队继续高歌猛进。这些都是决定性的进球。不仅带来三分,更意义非凡。这些进球让尤文图斯失去了笑容——他们原本正守在电视机前等待对手失足,却再次遭受重创。拉齐奥的表现尤为突出,在佐夫的带领下,球队以创纪录的势头前进(八场比赛中取得7胜1平),但在积分榜上却未能缩小差距。
然而,在对阵双方之中,却有一位竭尽全力遏制罗马、并重振其两支前东家——尤文图斯和拉齐奥——的球员。当然,此人正是波波·维埃里。他身披蓝黑战袍踢出了职业生涯最精彩的一场比赛。在意大利对阵阿根廷的比赛前,于博尔盖西亚纳集训期间,他收到了挚友皮波·因扎吉的明确指示——当时两人还像往常一样互相调侃,并反复喊着那句经典口头禅“谁知道呢?!”(boh)。“皮波一直在我耳边唠叨。整整两天都在说同一句话:‘在奥林匹克球场你必须进个球。’”为了不让他失望,他甚至表现得有些过火。他也梅开二度。但此刻他无法欢庆:“我本该为这两粒进球感到高兴。尤其是第二球,那是我用自己的方式打进的。但这两个进球只会留在足球史册上。可惜没什么用。我和国际米兰都需要积分。”
卡佩罗的赞美令人欣慰,但似乎有些多余:“我预料维埃里会带来最大的麻烦。事实证明确实如此。他射门时令人胆寒。我认为他是世界前三的中锋之一。”
皮波·因扎吉和尤文图斯也需要积分,他们希望直到最后一刻才能在积分榜上重新追回领先位置。但蒙特拉的承诺甚至比友谊更强大。巴蒂斯图塔知道自己可以平静地恢复。文森齐诺知道,即使阿根廷人回归,他依然会有位置。
Italiano 原文
«Bravi e spietati, ecco perché vinciamo»
Montella: «Qualcuno diceva che mi allenavo poco». Vieri: «Ho deluso il mio amico Inzaghi»
ROMA — Uno l'aveva promesso a Pippo. L'altro l'aveva promesso a se stesso. Roma-Inter è stata questione di cuore e di volontà. È stato un duello infinito tra Bobo Vieri e Vincenzo Montella. Loro hanno fatto pari, due gol a testa. Non le loro squadre. E la Roma, aggrappata all'Aeroplanino, ha trovato i tre punti che hanno fatto cantare tutto l'Olimpico. Cuore di questa città.
Ha vinto Vincenzino perché il calcio assomiglia alla vita e le responsabilità più grandi, così come le più grandi vittorie, sono quelle che conquisti dentro di te. Se poi riesci a unire l'utile al dilettevole — e regalare la tua maglia a Charlize Theron, la modella resa famosa dal «filo» dello spot Martini, ieri allo stadio dopo le sfilate della moda milanese — tanto meglio. «Una grande attrice». E già una risata quando un giornalista gli dice che anche lei è stata vittima del turn-over. La pubblicità dell'aperitivo, adesso, non la fa più.
È la serata dei sorrisi e delle dediche. A chi gli è stato vicino quando il calcio voleva dire soltanto panchina. Alla moglie Rita, che, conoscendolo meglio di chiunque altro, aveva già svelato il giallo del primo gol. Assunçao senz'altro, «perché Vincenzo non ha fatto l'aeroplano». E lui non può che confermare: «Quella palla non l'ho toccata. Forse, se avessi avuto i capelli più lunghi... Però non mi posso lamentare: una doppietta di testa, io, non l'avevo mai segnata. Il più difficile è stato il primo, in torsione. Il secondo mi è quasi sbattuto addosso. Ma ogni modo è buono per fare gol e per vincere. La differenza tra la Roma e le altre, in questo campionato, è proprio la determinazione».
Capello gli ha fatto il complimento più bello.Parola di mister: «Vincenzo si è sempre allenato bene, anche quando non giocava. Per questo, adesso, è più fresco e ha qualcosa in più degli altri». L'Aeroplanino ammette: «Mi fa piacere. Perché per qualcuno ero quello che si allenava con poco impegno e divideva lo spogliatoio. E invece non è mai stato così».
Per lui parlano i numeri. Ha giocato poco ma ha segnato cinque gol pesantissimi. Uno all'andata e uno al ritorno contro il Vicenza (e sul campo neutro di Udine quello che ha sbloccato la partita a 10' dalla fine), uno contro la Reggina che ha permesso di vincere 2-1 all'Olimpico, due contro l'Inter per continuare a volare. Gol decisivi. Da tre punti. Ma ancora di più. Gol che hanno tolto il sorriso alla Juventus, che aspettava davanti alla televisione il passo falso, e che ha colpito ancor di più la Lazio, che con Zoff corre a ritmo di record (7 vittorie e un pareggio in otto partite) ma che in classifica non riesce a guadagnare terreno.
Eppure, dall'altra parte, c'era l'uomo che ha fatto di tutto per frenare la Roma e rilanciare le sue due ex squadre, proprio la Juve e la Lazio. Bobo Vieri, naturalmente. Che ha giocato la sua miglior partita in maglia nerazzurra. Che aveva ricevuto un preciso mandato dall'amico del cuore Pippo Inzaghi, durante il raduno alla Borghesiana, prima di Italia-Argentina, dove si erano scambiati le solite zingarate e il tormentone dei «boh?!». «Pippo mi ha fatto una testa così. È stato per due giorni a dirmi la stessa cosa: all'Olimpico devi fare un gol». E lui, per non deluderlo, aveva addirittura esagerato. Doppietta anche lui. Ma adesso non può fare festa: «Potrei essere contento per i due gol. Soprattutto per il secondo, che ho segnato alla mia maniera. Ma queste due reti resteranno soltanto sull'almanacco del calcio. Purtroppo non servono a molto. Io e l'Inter avevamo bisogno di punti».
I complimenti di Capello fanno piacere ma sembrano superflui: «Da Vieri mi aspettavo i problemi maggiori. E infatti ce li ha dati. Quando tira in porta mette paura. Credo che sia uno dei migliori tre centravanti del mondo».
Di punti avevano bisogno anche Pippo Inzaghi e la Juventus, che hanno sperato fino all'ultimo di riguadagnare terreno in classifica. Ma la promessa di Montella è stata più forte anche dell'amicizia. Batistuta sa che può guarire con calma. Vincenzino sa che, anche quando ritornerà l'argentino, per lui ci sarà ancora spazio.
Luca Valdiserri
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