因扎吉的承诺:“我也会为维埃里进球” “克里斯蒂安建议我在对土耳其队时进个球。但我们五名前锋都很出色”
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本报特派记者报道
安特卫普——菲利波·因扎吉的右脚虽有轻微挫伤,但作为主力位置本应稳如泰山,却因奥斯陆之战的阴影而难免心存疑虑。此刻,他迫不及待地想要重启引擎,用实际行动取代空谈。 距离在阿纳姆对阵土耳其队的首战还有几个小时,这支曾经让人会心一笑、如今却已学会取胜的队伍,让这位主帅的铁杆追随者(十七场比赛中十四次首发)也感到这段时间既漫长又煎熬:“我们每个人心中都既有对重大赛事的紧张,也有能参与其中的喜悦,以及迫切想要开赛的渴望。 我非常重视这次欧洲杯,因为它出现在我职业生涯的恰当时机。法国世界杯对我来说是在一个梦幻赛季的尾声,但当时我在国家队出场不多,而且还很年轻。这次对我来说不同,我身后有三个充满挑战的赛季,让我成长了不少。我不知道我会付出什么;我会付出很多,只为意大利能以一场胜利开启征程;也许我会付出更多,只为由我来打入那个决定性的进球。“
围绕佐夫麾下意大利队的普遍悲观情绪并未动摇因扎吉的信心,他已做好充分准备,甚至愿意打铁桶阵、退守后场,化身一名真正的后卫:“想到意大利队,怎么可能不充满信心?很简单,只要看看意大利队的阵容——无论具体如何——那里有众多顶尖球员,他们习惯在世界上最艰难的联赛和欧洲杯赛场上驰骋。 而且我们是一个非常优秀的团队,团结一致,这几天训练得很出色。如果真有怀疑的声音,那只会让我们更加愤怒。欧洲杯结束时再做总结;如果我们犯了错,我们准备承担责任,但首先应该让我们去踢球。”
“我们会让那些认为我们从6月20日起就在度假的人改变想法:意大利永远不会失败”
问题-意大利的核心仍然是难以命中目标:整个赛季七场比赛中只有六球,其中只有两名是Zoff在比利时征召的攻击手打进的(德尔·皮耶罗点球,托蒂对葡萄牙),而因扎吉自3月12日(皮亚琴察-尤文图斯0-2)以来就颗粒无收。然而,这些细节并没有动摇因扎吉的信心:“我们必须忘记与挪威的比赛,毕竟那场比赛并不完全是负面的,而且我们应该继续讨论在欧洲杯预选赛结束时的中断。在友谊赛中,我们并不出色,但即使我们赢得了所有的比赛,那又会有什么改变呢?我认为意大利的五名攻击手都很出色,他们有做好一切的准备。配方?在我看来,当维埃里不再可用时,而且不仅仅是在这里,Zoff放弃了一名后卫,并让一名球员在两个前锋后面作战。
在奥斯陆,上半场也发生了类似的事情,弗洛尔离我们更近;我看不出有什么新意,或者问题是什么。也许存在一个进球问题,但到目前为止,所有球队的比分板,不仅仅是意大利,都是零。让我们专注于土耳其,他们很强,有渴望脱颖而出的球员,正如我们尤文图斯面对加拉塔萨雷时所理解的。预测过程似乎并不合适,如果有人认为6月20日我们都会在海滩上晒太阳,那将是件好事,让他们改变主意。我不记得意大利球员有过重大失误。”
尤文图斯的最后一场比赛下降趋势也没有让他担心:“我们很紧张,但更多的是精神上的,而不是身体上的。我们已经恢复了,我持乐观态度。”但Inzaghi真的对自己的位置有信心吗?
“在这个队伍里,你当然不能总是当主角,而且这是正确的,考虑到所做的选择。例如,五名前锋提供了各种选择。我和他们所有人都相处得很好,他们之间也相处得很好,即使没有我。这是团队的力量。”
然而,最出色的球员,最全面的球员,克里斯蒂安·维埃里,那个在法国世界杯进五球的球员,却缺席了:“我听说他状态不错,他建议我对阵土耳其时一定要进球;如果我能做到,我一定会把进球献给他。” 一如既往的好朋友。
法比奥·蒙特
Italiano 原文
La promessa di Inzaghi: «Segnerò anche per Vieri» «Christian mi ha raccomandato di fare un gol alla Turchia. Ma siamo cinque attaccanti tutti bravi»
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
ANVERSA — In bilico fra una contusione al piede destro e un posto da titolare che è troppo sicuro per non ammettere un piccolo dubbio, dopo quanto è accaduto a Oslo, Filippo Inzaghi non vede l'ora di accendere il motore e di sostituire il pallone alle parole. Queste ore che conducono al debutto di Arnhem contro i turchi, che una volta facevano sorridere e ora hanno imparato a vincere, sono le più difficili e le più lente da consumare anche per un fedelissimo del c.t. (quattordici partite dall'inizio su diciassette): «In tutti noi c'è la tensione del grande avvenimento, ma anche il piacere di esserci e una gran voglia di iniziare. Io a questo Europeo tengo tantissimo, perché arriva nel momento giusto della mia carriera. Il Mondiale di Francia cadeva per me al termine di una stagione fantastica, però in nazionale avevo giocato poco ed ero giovane. Qui per me è diverso, alle spalle ho tre stagioni intense, che mi hanno fatto crescere. Non so che cosa darei; darei molto perché l'Italia esordisse con una vittoria; magari darei ancora di più per essere io a fare il gol decisivo».
Non è il clima di pessimismo diffuso intorno all'Italia di Zoff a mettere in crisi Inzaghi, prontissimo a fare anche catenaccio e a giocare in difesa, trasformandosi in un difensore vero: «Come si fa a essere fiduciosi pensando all'Italia? Semplice, basta leggere la formazione dell'Italia, qualunque essa sia, con tanti grandi giocatori, abituati a muoversi nel campionato più duro del mondo e nelle coppe europee. E poi siamo un ottimo gruppo, molto unito, che ha lavorato bene in questi giorni. Lo scetticismo, se c'è, ci darà più rabbia. I bilanci si tirano alla fine dell'Europeo; siamo pronti a prenderci le nostre colpe, se le avremo, ma prima bisognerebbe lasciarci giocare».
«Faremo cambiare idea a chi ci vede in vacanza dal 20 giugno: l'Italia non fallisce mai»
Il punto centrale della questione-Italia rimane la difficoltà di andare a segno: sei gol nelle sette partite della stagione e solo due firmati dagli attaccanti convocati da Zoff in Belgio (Del Piero su rigore, Totti con il Portogallo), con Inzaghi a secco dal 12 marzo (Piacenza-Juve 0-2). Eppure nemmeno questi rilievi riescono a togliere la fiducia a Inzaghi: «Noi dobbiamo dimenticare la partita con la Norvegia, che tra l'altro non è stata nemmeno del tutto negativa, e riprendere il discorso interrotto alla fine della qualificazione all'Europeo. Nelle amichevoli non siamo stati brillanti, ma se anche le avessimo vinte tutte che cosa sarebbe cambiato? Io penso che i cinque attaccanti dell'Italia siano bravi e abbiano tutto per fare bene. La formula? Mi pare che, nel momento in cui Vieri non è stato più disponibile, e non soltanto qui, Zoff abbia rinunciato a un difensore e abbia giocato con un uomo alle spalle delle due punte.
È successo anche a Oslo, nel primo tempo, con Fiore più vicino a noi; non vedo quale sia la novità, o il problema. Può darsi che esista un problema di gol, ma per ora i tabellini di tutte le squadre, non solo quello dell'Italia, sono a zero. Concentriamoci sulla Turchia, che è forte e ha giocatori con tanta voglia di emergere, come abbiamo capito pure noi della Juve affrontando il Galatasaray. Anticipare i processi non mi sembra giusto e, se qualcuno pensa che il 20 giugno saremo tutti a prendere il sole sulla spiaggia, sarà bello fargli cambiare idea. Io non ricordo che i giocatori italiani abbiano fallito un grande appuntamento».
Nemmeno il finale in calando della Juve lo preoccupa: «Eravamo stressati, ma più sul piano nervoso che fisico. Abbiamo recuperato, io sono ottimista». Ma Inzaghi è proprio sicuro del posto?
«In questa squadra non si può certo vivere da titolari, ed è giusto così, visto le scelte fatte. I cinque attaccanti, per esempio, offrono scelte di tutti i tipi. Io mi trovo bene con tutti e tutti si trovano bene fra di loro, anche senza di me. È la forza del gruppo».
Però manca il più bravo di tutti, il più completo, Christian Vieri, quello delle cinque reti al Mondiale di Francia: «L'ho sentito, è su di morale. Mi ha raccomandato di fare gol alla Turchia; se ci riesco, è a lui che lo dedicherò». Amici sempre.
Fabio Monti
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