维埃里遭遇阵阵嘘声:我却听不到任何声音
中文译文
罗马——对球迷文化一无所知的众多外国游客,昨日下午混在奥林匹克体育场两万五千名观众之中,目睹了这样一幕:几名国家队球员,尤其是当下意大利最出色的球员,每当触球甚至进球时,都会遭到嘘声。 但维埃里对此却毫不在意。他既不受罗马球迷待见——既因他效力过拉齐奥,又因下周日他将身披国米战袍对阵罗马;也不受拉齐奥球迷待见——因他曾背弃过这支球队。然而维埃里对此毫不在意,他感到烦恼的另有原因:那就是德尔皮耶罗的阴影笼罩着他和他最喜欢的队友、朋友因扎吉。“我们为什么要分开?我们在一起配合得很好,”当有人提醒他这位尤文图斯巨星即将回归国家队时——这位球员将在下个月的白俄罗斯明斯克对阵白俄罗斯的比赛中不可避免地回归——他睁大眼睛反驳道。 维埃里(45分钟内攻入两球,贡献两次助攻,配合各种头球摆渡和盘带)刚刚在场上证明了他与因扎吉(四粒进球)的默契是多么切实有效:正因如此,德尔·皮耶罗的名字对他来说,似乎只是对未来某种现实的一种令人厌烦且毫无意义的提醒。“现在我们在国家队并肩作战,感觉很不错,我认为。 我们每次都在进步,就连训练中也一直在寻找彼此。”最后他从战术角度补充道,没有比这对搭档更适合佐夫的4-4-2阵型了。“前锋之间的默契至关重要,因为比赛中经常会出现前锋孤立无援的情况。”翻译:德尔·皮耶罗知道,他必须为自己的位置拼尽全力。 就连在尤文图斯与德尔·皮耶罗并肩作战的因扎吉,随后也不得不面对这个令人尴尬的话题。抛开应有的谨慎不谈,有一点是显而易见的:即便对他而言,如果与维埃里分开,也会让他相当不爽。“关于德尔·皮耶罗回归的问题,我们会之后再考虑,等到问题真正出现时。 现在,我和波波只需专注于在对阵丹麦时,重现我们在本次训练中展现出的配合。”然而,自然而然地称赞自己最喜欢的队友的冲动很快变得无法抗拒。“我们都是中锋,但能完美共存,因为我们的特点各不相同。场外深厚的友谊无疑帮了大忙:它让一切看起来更轻松、更自然。” 暂时驱散了德尔·皮耶罗的阴影后,蓝衣军团得以专注于解决嘘声带来的困境。正如托蒂所解释的,昨天在奥林匹克球场上演的不过是德比战的预演:看台上坐着那位如今已声名大噪的伊万,正是他设计了那件臭名昭著的反拉齐奥T恤——托蒂在上一场德比进球后曾展示过这件T恤。 “那些嘘我的人?都是拉齐奥球迷。”虽然因相反原因遭到罗马球迷围攻的内斯塔避开了这个问题,但他的队友潘卡罗和内格罗代他回应了。 “这很正常:球迷就是球迷,”前者评论道。后者则更为坦率,向那些专业“嘘声制造者”发出了一番徒劳的呼吁。“当一个人身穿国家队球衣时,无论如何都应该得到掌声。我很为维埃里感到遗憾,如果可以的话,大家本可以等到拉齐奥对阵国际米兰那场比赛。但他可能根本没注意到这些。”确实,他在各方面都胸襟开阔。 “我没听到嘘声,只是重返奥林匹克球场时感到无比激动:没人能指责我什么,去年我始终全力以赴,甚至经常带伤上阵。 而且球迷的看法无关紧要,我只顾着踢球。”他刚刚意识到自己不能再像世界杯时那样成为球队的唯一主力前锋,但他已经打算用自己的方式解决这个问题:像对阵丹麦时那样打进一球。
Italiano 原文
Quanti fischi a Vieri: Io non sento mai niente
ROMA - Ignari delle dinamiche del tifo, i numerosi turisti stranieri che ieri pomeriggio si sono mischiati ai venticinquemila dell' Olimpico, hanno osservato lo strano fenomeno di alcuni calciatori della nazionale, e in particolare del miglior calciatore italiano del momento, fischiati ogni volta che toccavano palla e perfino quando segnavano. Ma Vieri, inviso sia ai romanisti - per la fresca militanza laziale e perché li affronterà domenica prossima con la maglia dell' Inter - sia ai laziali - per abbandono del tetto calcistico -, se n' è per l' appunto infischiato, mostrandosi invece amareggiato per un' altra ragione: l' ombra di Del Piero, che si allunga su di lui e sul suo compagno di squadra preferito, l' amico Inzaghi. "Perché dovremmo dividerci? Insieme andiamo benissimo", ha obiettato sgranando gli occhi a chi gli ricordava l' imminente ritorno del fuoriclasse juventino in nazionale, praticamente ineluttabile nell' ottobre prossimo a Minsk contro la Bielorussia. Vieri (due gol in 45 minuti, due assist, sponde e dribbling assortiti) aveva appena finito di dimostrare sul campo quanto l' intesa con Inzaghi (quattro gol) possa risultare concreta: per questo il nome di Del Piero deve essergli sembrato un fastidioso e inutile richiamo a una realtà di là da venire. "Ora stiamo giocando insieme in nazionale e ci troviamo bene, mi pare. Ogni volta miglioriamo e anche in allenamento ci cerchiamo in continuazione". Tatticamente, ha infine chiosato, non c' è coppia più adatta al 4-4-2 di Zoff. "E' fondamentale l' affiatamento tra gli attaccanti, perché spesso in partita può capitare che le punte restino da sole". Traduzione: Del Piero sappia che dovrà sudarsi il posto. Anche Inzaghi, che alla Juve gioca insieme a Del Piero, è stato poi costretto ad affrontare l' imbarazzante argomento. E al di là dell' opportuna prudenza, una cosa si è capita: che pure a lui l' eventuale divorzio da Vieri seccherebbe parecchio. "Al ritorno di Del Piero penseremo in un secondo tempo, quando si porrà il problema. Ora Bobo ed io dobbiamo solo preoccuparci di ripetere contro la Danimarca quello che abbiamo saputo combinare in questo allenamento". Ma lo spontaneo abbandono all' elogio del compagno prediletto si è fatto subito irresistibile. "Siamo due prime punte, ma possiamo coesistere alla perfezione perché abbiamo caratteristiche diverse. Di sicuro ci aiuta la nostra grande amicizia fuori dal campo: ci fa sembrare tutto più facile e naturale". Scacciato per il momento il fantasma di Del Piero, gli azzurri si sono potuti dedicare alla soluzione del dilemma dei fischi. Come ha spiegato Totti, ieri all' Olimpico è semplicemente andato in scena un anticipo di derby: nei distinti c' era l' ormai celebre Ivan, inventore della famigerata maglietta anti-laziale esibita dal giocatore dopo il gol nell' ultimo derby. "Quelli che mi fischiavano? Erano dei laziali". Se Nesta, bersagliato per motivi opposti dai romanisti, ha evitato la questione, lo hanno fatto in sua vece i compagni Pancaro e Negro. "E' normale: i tifosi sono tifosi", ha commentato il primo. Il secondo, più candido, ha rivolto una vana preghiera ai professionisti del sibilo. "Quando uno indossa la maglia della nazionale, andrebbe applaudito comunque. Mi dispiace per Vieri, eventualmente la gente poteva aspettare Lazio-Inter. Ma lui forse non se n' è neppure accorto". Appunto, lui ha spalle larghe in tutti i sensi. "I fischi non li ho sentiti, ho solo provato una grande emozione nel tornare all' Olimpico: nessuno mi può rimproverare qualcosa, l' anno scorso ho dato sempre tutto, scendendo spesso in campo con gravi problemi fisici. E poi i tifosi non contano, io penso solo a giocare". Aveva appena scoperto di non poter più essere, come ai Mondiali, il centravanti di tutti, ma già contava di risolvere il problema a modo suo: con un gol alla Danimarca.