我和罗纳尔多,一对绝佳搭档
中文译文
洛桑——大家期待已久的这句俏皮话,虽简短却意味深长,维埃里终于在深夜将其留给了后人。“罗纳尔多和我将是一对精彩搭档。”此前,他的新锋线搭档已从巴西抢先发声:得益于时差和度假的轻松氛围,他完全沉浸在对利皮即将组建的国际米兰的热情之中。 “我非常高兴。我非常欣赏维埃里及其踢球风格:他完全可以效力于世界上任何一支球队。而且他的到来是为了增添力量,而非制造分裂,”他最后以一句暗含深意的数学比喻作结,暗指国米更衣室此前并不融洽的氛围。 在洛桑,对于这位国家队中锋来说,要在外交辞令、紧张气氛和必须三缄其口的义务之间周旋,可没那么简单。傍晚五点,当他在庞泰斯球场与队友们开始奔跑时——尽管出于谨慎,他还是保护着因内场训练而酸痛的肌肉—— 少女们用目光将他尽收眼底,少年们高声呼喊着他的名字,而坐在看台上的侨民们则满怀自豪地注视着他,却未曾意识到,他们凝视的正是经由财政警察默许,首批输往瑞士的1000亿资产。 他照例也假装没想这些,但这次却更难做到,因为那个对人间世事麻木不仁的巨人形象——那个颠覆了意大利运动员“妈宝”和爱国者这种催泪模板的形象——面对最近的事件,难免会动摇: 国米和尤文图斯以他的名义展开了一场洛克菲勒式的竞标战,克拉格诺蒂指责他自负,拉齐奥球迷称他为雇佣兵,他成为了史上薪资最高的球星,国家队队友们也不忘用那些不可避免的玩笑提醒他,就连瑞士主帅——那位脾气暴躁的格雷斯——也自诩为莫拉蒂开支的裁判: 他说,某些数字,就连马拉多纳都不值。于是维埃里选择了唯一可行的解决方案——盘带。不,既然这不是他的强项,他便改用强行突破。当他走出更衣室,朝着大巴这片“绿洲”前进时,迫使摄像机、麦克风、摄像师和记者们纷纷后退。 当后退的人群扯倒三脚架、踩踏笔记本时,一段断断续续的对话上演了。“我不谈转会……我不谈转会……那你们就是傻瓜。我只谈国家队:我们必须赢下最后一场比赛,才能安心度假。我怎么可能心平气和?我从来没为这种事担心过。” 在前往大巴的这段对他而言漫长得无以复加的短暂路程中,他脸上始终挂着笑容,这笑容恰似无法完全掩饰真实心境之人的愉悦写照。过去几天里,他曾多次坦率承认,职业生涯中又一次转会极有可能发生。 “我喜欢周游世界,而如今的足球就是一门生意:今天在这里,明天在那里。我理解克拉格诺蒂,当他决定我不再是不可替代的球员时:面对某些报价,进行评估是合理的,”他说,言下之意是他的转会并非出于他本人及其经纪人塞尔吉奥·贝蒂的意愿,而是因为拉齐奥老板如此决定。 然而,昨天他似乎突然被疑虑所困扰——如果传闻属实的话:当他带着最后的一丝冷笑登上大巴,被问及对克拉格诺蒂指控的看法时,他立刻急忙掏出手机查看最新消息。这台手机从昨天早上起就没停过,这一刻它竟比因扎吉还要更像他形影不离的伙伴,尽管因扎吉一直试图保护他的隐私。 “我完全没看出他有什么紧张,你的评价很中肯:他确实值得那么多钱。”如果真要说谁更紧张,那反倒是这两位拉齐奥球员,他们失去了这位伟大的球星。 “希望这不是真的,否则我们等于在加强直接竞争对手,”潘卡罗满怀憧憬地说道,而内格罗则没那么乐观。“我们将失去世界上最强的中锋,他根本无法被取代:如果像他这样的人离开,我们怎么还能指望夺得意甲冠军?我不清楚他是否像克拉格诺蒂所说的那样自负,但我知道他很乐意留下来。” 对手们在宿命论与担忧之间徘徊,却乐于对此事发表评论。迪·利维奥表示:“这个转会费似乎太高了。”马尔蒂尼说:“问题不在维埃里,而在我们:现在国际米兰太强了。”卡纳瓦罗则表示:“要防住他和罗纳尔多,得派上四名后卫。” 最后轮到吉吉·里瓦发表看法,维埃里常被拿来与他相提并论,这并非不妥。“别搞什么道德说教,球迷们早已习惯了球员转会。反倒罗纳尔多和维埃里配合得天衣无缝:看到他们并肩作战将是一大乐事。” 在莱芒湖畔的意大利国家队集训营里,令爱美人士欣喜的是,一部手机一直响到晚上。“我只想着对阵瑞士的比赛,”这位年薪高达100亿的“米达斯国王”不得不撒谎道。如果今晚他再次进球,人们就更容易忘记这些谎言了。
Italiano 原文
Io & Ronaldo, coppia spettacolo
LOSANNA - La battuta che tutti aspettavano, breve ma rivelatrice, Vieri l' ha infine consegnata ai posteri a tarda sera. "Ronaldo ed io saremo una coppia da spettacolo". Dal Brasile l' aveva preceduto il suo nuovo compagno d' attacco: favorito dal fuso orario e dalla rilassatezza vacanziera, si era abbandonato all' entusiasmo per l' erigenda Inter di Lippi. "Sono contentissimo. Apprezzo molto Vieri e il suo tipo di gioco: potrebbe stare in qualsiasi squadra al mondo. E poi arriva per aggiungere, non per dividere", aveva concluso con un allusivo guizzo matematico, riferito al clima poco pacifico dell' ultimo spogliatoio nerazzurro. A Losanna, per il centravanti della Nazionale, divincolarsi tra la diplomazia, la tensione e l' obbligo di mordersi la lingua è stato un po' meno semplice. Alle cinque della sera, quando ha iniziato a correre con i compagni sul prato della Pontaise, salvo preservare per cautela i muscoli doloranti dalla partitella, le ragazzine se lo sono divorato con gli occhi, i ragazzi hanno strillato il suo nome e gli emigranti seduti in tribuna l' hanno guardato con orgoglio, senza pensare che stavano fissando i primi 100 miliardi esportati in Svizzera con il beneplacito della Guardia di finanza. Anche lui ha fatto finta di non pensarci, come al solito, però stavolta è stato più difficile, perché lo stereotipo del gigante insensibile alle umane vicende, quello che ha cancellato il modello strappalacrime dello sportivo italiano mammone e patriota - donne, soldi e gol, ecco il calciatore del Duemila - non poteva non vacillare di fronte agli ultimi eventi: Inter e Juve che ingaggiano in suo nome un' asta alla Rockerfeller, Cragnotti che lo bolla come presuntuoso, i tifosi della Lazio che gli danno del mercenario, lui che diventa il campione più pagato della storia, i compagni di Nazionale che glielo ricordano con le inevitabili battutine, perfino il ct svizzero, il burbero Gress, che si erge a giudice delle spese di Moratti: certe cifre, dice, non le valeva nemmeno Maradona. Così Vieri ha scelto l' unica soluzione possibile, il dribbling. Anzi, siccome non è questo il suo pezzo forte, ha ripiegato sullo sfondamento. All' uscita dagli spogliatoi, avanzando verso l' oasi del pullman, ha costretto telecamere, microfoni, cameramen e giornalisti a indietreggiare. Mentre la folla rinculante svelleva treppiedi e calpestava taccuini, è andato in scena un dialogo sincopato. "Non parlo di mercato... Non parlo di mercato... Allora siete mongoli. Parlo solo di Nazionale: dobbiamo vincere l' ultima partita per andare in vacanza tranquilli. Come faccio ad essere sereno? Non mi sono mai preoccupato per queste situazioni". Il sorriso che non lo ha mai abbandonato, durante il breve e per lui interminabile tragitto che lo portava al pullman, era lo specchio del divertimento di chi non riesce a mentire del tutto. Più volte, nei giorni scorsi, aveva candidamente ammesso che un nuovo trasferimento, l' ennesimo della sua carriera, sarebbe stato molto probabile. "A me piace girare il mondo e il calcio di oggi è business: un giorno sei qui, domani là. Capisco Cragnotti, quando ha deciso che non sono più incedibile: di fronte a certe offerte, è giusto fare delle valutazioni", diceva, sottintendendo che la sua cessione non avveniva per volontà sua e del suo procuratore Sergio Berti, ma perché così aveva deciso il padrone della Lazio. Ieri, però, deve essere stato assalito da improvvisi dubbi, se è vero che, raggiunto il pullman con un ultimo ghigno alla domanda sulle accuse di Cragnotti, si è subito precipitato ad attingere notizie fresche dal telefonino, in perenne attività dalla mattinata di ieri e per una volta compagno inseparabile assai più di Inzaghi, che pure ha cercato di proteggerne la privacy. "Non l' ho visto affatto teso, la sua valutazione è giusta: lui vale tutti quei soldi". Molto più nervosi, semmai, erano i due laziali, orfani di tanto campione. "Mi auguro che non sia vero, rafforziamo una diretta concorrente", sognava Pancaro, mentre Negro era meno incline alla speranza. "Perdiamo il centravanti più forte del mondo, rimpiazzarlo è impossibile: se va via uno come lui, come si fa a puntare allo scudetto? Non so se sia presuntuoso come dice Cragnotti, so che sarebbe rimasto volentieri". Sospesi tra fatalismo e preoccupazione, gli avversari hanno commentato volentieri la vicenda. Di Livio: "La cifra mi sembra esagerata". Maldini: "Il problema non è di Vieri, ma nostro: ora l' Inter è fortissima". Cannavaro: "Per fermare lui e Ronaldo ci vogliono quattro difensori". La chiosa è poi toccata a Gigi Riva, al quale Vieri viene spesso e non indegnamente paragonato. "Non facciamo del moralismo, i tifosi si stanno abituando ai calciatori che cambiano maglia. Piuttosto, Ronaldo e Vieri si integrano alla perfezione: vederli insieme sarà un piacere". Nel ritiro azzurro in riva al lago Lemano, per la gioia degli esteti, un telefonino ha continuato a trillare fino a sera. "Penso solo alla partita con la Svizzera", ha dovuto mentire il re Mida degli ingaggi, approdato ai 10 miliardi annui di contratto. Se anche stasera segnerà, sarà più facile dimenticare le bugie.