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1999-06-07新闻报

因扎吉与维埃里,如同贝特加与罗西

中文译文

博洛尼亚的这场比赛,一对令人信服的组合让佐夫想起了上世纪70年代末的传奇搭档:因扎吉和维埃里,就像贝特加和罗西。博洛尼亚记者罗伯托·贝坎廷尔报道:因扎吉和维埃里就像罗西和贝特加。对这场0-4负于威尔士的比赛的深入分析,首先要进行一番颇具挑战性的比较。迪诺·佐夫欣然接受了这一挑战,并阐述了其中的妙处:“考虑到我认为从一个极端到另一个极端并不合适,也就是说,从一对曾经互相掣肘的组合到世界上最完美的搭档,但就目前的情况来看,因扎吉让我想起了保罗·罗西,同样的本能,同样的渴望,而维埃里则让我想起了早期的贝特加,”指的是生病前的贝特加,那个纯粹的前锋,创造了无数令人难忘的突破。他步履谨慎,只是温顺地加入到欢呼雀跃的记者队伍中。像周六晚上那样的一日游能成为研究课题吗?像博洛尼亚这样的俱乐部,会恳求意大利足协安排一场比赛,然后又懦弱地弃场,主席加佐尼更是冲在最前面吗?继尤文图斯和马德里竞技之后,拉齐奥会放弃新皮奥拉吗?显然,在当今足坛,一切皆有可能。一万两千名付费球迷,昨天中午,烈日当空,气温高达38摄氏度:博洛尼亚奋战到最后一刻。避免陷阱并不意味着投下空白票。佐夫笑着说:“没错,我拥有世界上最好的前锋。维埃里、因扎吉,还有基耶萨、蒙特拉、托蒂、德尔维奇奥、罗伯特·巴乔。当然,还有德尔·皮耶罗。你知道我的想法:整体表现比人数更重要。如果三名前锋破坏了球队的平衡,那用三名前锋还有什么意义呢?”就拿维埃里和因扎吉来说吧。我一直都说:他们俩搭档能踢出精彩的比赛。有些人不信。给我点时间。萨格勒布迪纳摩,博洛尼亚。两个进球,两个线索。重要的是,他们轮流回撤支援中场:而且在禁区内,因扎吉不像维埃里那样无私,那么友好……相反,因扎吉和蒙特拉的组合已经达到了另一个层次:他们俩有时会发生冲突。这是化学反应的问题。维埃里或许不如贝特加那样优雅,但他拥有多么顽强的斗志和多么强大的个人魅力啊。现在没人再提三叉戟了。真可惜。现在的维埃里完全可以成为它的保障。如果佐夫离开,我们就能重回巅峰:德尔·皮耶罗和因扎吉(或者托蒂)会全力支持我们。我们拥有一座金矿:为什么要半途而废呢?与此同时,我们要全力以赴。周三,在洛桑,我们将迎来与瑞士的德比大战。欧洲杯冠军似乎被一场平局掩盖了:“我从来没觉得自己是顶尖的,”佐夫抱怨道。“我们击败的是威尔士,又不是什么火星来的球队。瑞士队是块难啃的骨头:我们会像往常一样全力以赴,展现我们的风格;当然,比赛结果也取决于对手。我不敢妄言:‘比赛结果完全取决于我们。’”英格兰的挣扎,法国的主场失利,都无法动摇我,也无法让我感到意外。世界杯自有其代价:这是一条古老而永恒的法则。至于我们,意大利足球再次证明了自身的领先地位:并非第一,但绝对是顶尖行列。这些观点我几个月来一直在强调。在国家队,选择远多于言论:尤文图斯无法再创造一个德尔·皮耶罗,而我拥有更多选择,更多战术。事实上,这仍然是我们的根本目标:打造一支由25名球员组成的队伍,能够抵御任何类型的伤病。一个稳固的基础,一套阵容搭配合理的体系,便于轮换:某某生病了?某某闭着眼睛也能上场。我们走在正确的道路上。维埃里如今是世界上最好的前锋。从切萨雷·马尔蒂尼到迪诺·佐夫:他无疑是国家队的象征。 “即便如此,”教练低声说道,“我执教他时间不长,只在威尔士执教过他两次,在克罗地亚也执教过。如果球队状态好,就像周六那样,球员的发挥自然水到渠成。” 即使是像维埃里这样实力强劲的男高音,也离不开团队配合。事实上,拥有维埃里的人最好能掩盖球队的任何缺陷:战术和技术上的,部门和球员自身的问题。佐夫叹了口气:“如果内格罗真的说他觉得和我合作比和埃里克森合作更自在,那我得感谢他。在拉齐奥,或许竞争更激烈:至少在他这个位置上是这样。瑞士向来不轻易妥协。而且维埃里还抱怨腹股沟有点疼。” 别担心:他会上场的。联赛已经结束了;罗马没人会劝他放弃。这就是因扎吉的顽强拼搏。克里斯蒂安·维埃里进球后的喜悦。

LaStampa 07/06/1999 - 第 154 期,第 33 页

Italiano 原文

INZAGHI& VIERI come BETTEGA & ROSSI

La partita di Bologna ripropone un'accoppiata vincente che ricorda a Zoff quella storica di fine Anni Settanta INZAGHI& VIERI come BETTEGA & ROSSI Roberto Beccantlnl inviato a BOLOGNA H NZAGHI e Vieri come Rossi e Bettega. La 1 lettura critica dell'allegro 4-0 inflitto al H Galles riparte da un paragone impegnativo. E' Dino Zoff ad accettare la sfida, e a diffonderne l'affascinante profumo: «Premesso che non mi sembra proprio il caso di passare da un eccesso all'altro, e cioè: da un tandem che rischiava di pestarsi i calli alla coppia più bella del mondo, premesso tutto ciò, Inzaghi mi ricorda Paolo Rossi, stesso fiuto, stessa voracità, e Vieri, il primo Bettega», il Bettega pre-malattia, quello che faceva l'attaccante puro, disegnando memorabili stacchi. Il et. ci va con i piedi di piombo, salvo accodarsi, serioso, all'osannante processione dei cronisti. Può, una gita fuori porta come quella di sabato sera, diventare materia di studio? Può una società come il Bologna chiedere l'elemosina di una partita alla Figc e poi disertare vigliaccamente lo stadio, il presidente Gazzoni in testa? Può la Lazio, dopo la Juventus e l'Atletico Madrid, privarsi del nuovo Piola? Evidentemente, in questo calcio, si può tutto. Dodicimila paganti e, a mezzogiorno di ieri, trentotto gradi al sole: sino all'ultimo, Bologna picchia duro. Schivare le trappole non significa votare scheda bianca. Zoff sorride: «Sì, ho i migliori attaccanti del mondo. Vieri, Inzaghi, ma anche Chiesa, Montella, Totti, Delvecchio, Roberto Baggio. E, natu¬ ralmente, Del Piero. Sapete come la penso: conta il rendimento globale, non il numero. Che senso ha impiegarne tre se poi gli equilibri ne escono martoriati? Prendete Vieri e Inzaghi. L'ho sempre detto: insieme, possono giocare. Qualcuno non ci credeva. Datemi tempo. Zagabria, Bologna. Due indizi, due gol. L'importante è che, a turno, rientrino in appoggio al centro-campo: e che Inzaghi, in area, sia meno altruista, meno amico di Vieri... Viceversa, con Inzaghi e Montella siamo già su altri livelli: loro sì che, talvolta, si tamponavano». Questione di feeling. Non sarà elegante come Bettega, Vieri, ma che spirito guerriero, e che magnetismo. Di tridente non si parla più. Peccato. L'attuale Vieri potrebbe diventarne il garante. Al posto di Zoff, ritorneremmo alla carica: con Del Piero e Inzaghi (o Totti) a supporto. Abbiamo una miniera d'oro: perché sfruttarla a metà? Nel frattempo, avanti tutta. Mercoledì, a Losanna, ci attende il derby con la Svizzera. Gli Europei si annidano dietro i cespugli di un pareggio: «Non mi sono mai sentito il primo della classe» brontola Zoff «Abbiamo battuto il Galles, non una selezione di Marte. Gli svizzeri rappresentano un osso duro: come sempre, andremo in campo per imporre il nostro gioco; come sempre, dipenderà anche dai nostri avversari. Non sono così presuntuoso da dire: "dipende esclusivamente da noi". Gli stenti dell'Inghilterra, il k.o. casalingo della Francia non mi scuotono, non si sorprendono. Il Mondiale si paga: è una leg¬ ge antica, ma eterna. Quanto a noi, il calcio italiano si conferma all'avanguardia: non il primo, ma fra i primi. Sono tesi che sostengo da mesi. In Nazionale c'è più scelta, che discorsi: la Juventus non può inventarsi un altro Del Piero, io ho più frecce, più alternative. E questo, in effetti, rimane il progetto di fondo: forgiare un gruppo di venticinque elementi, in maniera da poter sopportare qualsiasi tipo d'infortunio. Una base solida, una gamma felicemente assortita, che agevoli al suo interno cambi e rotazioni: tizio sta male? dentro caio, a occhi chiusi. Siamo a buon punto». Vieri è, oggi, l'attaccante più forte del mondo. Da Cesare Maldini a Dino Zoff: impossibile non farne il totem della Nazionale. «Anche se io, borbotta il et., l'ho avuto poco, due volte con il Galles, e in Croazia. Se la squadra gira, e sabato girava, i rifornimenti vengono da sé». Neppure un formidabile tenore come Vieri può rinunciare all'orchestra. Se mai, chi ha Vieri maschera meglio eventuali disfunzioni: tattiche e tecniche, di reparto e di uomini. Zoff non spreca un sospiro: «Se davvero Negro ha dichiarato che si trova più a suo agio con me che con Eriksson, permettetemi di ringraziarlo. Alla Lazio, magari, c'è più concorrenza: nel suo ruolo, almeno. Per tradizione, la Svizzera non ci ha mai offerto l'altra guancia. E Vieri lamenta un dolorino a un inguine». Tranquilli: giocherà. Il campionato è finito; nessuno, da Roma, gli suggerirà di darsi per morto. La grinta di Superplppo Inzaghi La gioia di Christian Vieri dopo il gol

LaStampa 07/06/1999 - numero 154 pagina 33