维埃里:庆典与怀旧 “尤文,我差点就回去了” “金靴王”再获掌声
中文译文
维埃里:庆典与怀旧 “尤文,我差点就回去了” 米兰马里蒂马。RE 10和10,加尔比诺风轻拂,罗曼尼亚风光旖旎,残月西沉。一切安好。维埃里的庆典就在这里吗?“拉皮内塔”迪斯科舞厅,米兰马里蒂马。 广告插播。活动组织者达维德·尼科洛曾叮嘱:“请务必10点来,否则就没位置了。”事实确实如此。那辆大车驶过,“是他,是他”,而10点也早已过去许久。警戒线将人群隔在外面。记者们在等待,少女们在推搡。另一边是古铜色的健硕躯体。 是保镖还是救生员?是门卫。眼神犀利。11点半,终于开场,依然是微风习习的夜晚,依然是残月当空。克里斯蒂安·维里克斯,带着羞涩的嘟嘴表情,站在二楼,面前是足球场般大小的蛋糕,“祝贺你,冠军”。虽然老套,但这不怪我们。那是25年前的7月12日,世界杯决赛。 庆祝活动也有不同,你们会同意的。两个问题。而他,两个,一脸绝望地比划着。回答问题真是件苦差事。你会留在马竞吗?“是的,现在已经确定了。”那尤文图斯呢?听说他们还想签回你,是真的吗?“我知道他们已经为我准备好了一份合同。 我也同意。我本来很乐意去的。但吉伊不肯放我走,没办法。”高兴吗?“高兴什么?”指尤文图斯后悔了。“算了,那都是陈年旧事了。事情已经过去了,大家都知道是怎么回事。”现在是午夜。 “祝你生日快乐,祝你生日快乐,冠军。”合唱声中:因扎吉、塔基纳尔迪、托尼西,还有拳击手达米亚尼。他们是“公鸡”维埃里的朋友。就是那些赶来的人。全是尤文图斯和马德里竞技的球迷,因为托尼西刚被西班牙人买下。还缺一个人:阿里戈·萨基,他将在马德里担任维耶里的主教练。 但他为什么没来?是不喜欢迪厅吗?维埃里像被蜘蛛咬了一样:“我不知道,我不知道。看啊,我虽然在迪厅里,但去马德里时我从来不去。”因扎吉嘲笑他:“他总是只去迪厅。”克里斯蒂安说,萨基刚刚给他打过电话:祝贺,回头见。 周围尽是笑容和奉承。因扎吉送了他三份礼物。“我还没看到呢。”他在电视机前开玩笑说:“但肯定没什么大不了的,我早就知道了。他是个吝啬鬼。”转会市场的最新动态。因扎吉也确认今年不会转会:“什么罗马,我只想留在尤文图斯,而且我会留在这里。” 塔基纳尔迪带头领唱。世界杯决赛,大家齐声为法国队加油。(“我们有朋友在那儿踢球,”因扎吉说。维埃里则表示:“尤文图斯人支持法国队,不是吗?而且我妈妈是法国人。”在这场充满迪斯科氛围的派对上,少女们涂着眼线、穿着迷你裙,维埃里恐怕唯一后悔的就是叫来了记者们。 除此之外,这确实是一道亮丽的风景线。但每当他想找个僻静处时,总有人——巧合的是——躲在柱子后面。他们问他:“如果阿涅利坚持要你加盟,你会去尤文图斯吗?”他略带绝望地回答:“够了,这事已经结束了。我就在这里。我在马德里过得很好。无所谓了。能聊点别的吗?” 确实可以。但即使他躲进酒吧,左右张望,把舌头伸在吧台上,记者们还是认出了他。当他终于转身点饮料时,总会有一个记者站在那里,举起小手指。他们用戏剧化的语气问他,当意大利队被淘汰后他哭泣时,齐达内对他说了什么。这是一个令人动容的时刻。 对于那些通常一辈子都没运动过、甚至连学校体育课都没上过的意大利体育记者来说,最让他们着迷的始终是眼泪。在他们看来,流泪的运动员才是伟大的运动员,绝非失败者。 这大概是因为他们自己跑两米就会哭,也许还因为这样输球就有个漂亮的借口:只要赛后哭一哭就行。维埃里——说实话,他看起来就像那种稍显粗暴的橄榄球运动员,随时都可能动手打人——却让他们大失所望:“才不是呢,他只是轻轻拍了我一下。” 他跟你说了什么?“没说什么。他跟我打了个招呼。这种事很正常。”记者们看起来都快哭了:“今晚你会为了他支持法国队吗?”维埃里大概觉得,要想摆脱他们,或许得表现得感性一点:“是的。我们是好朋友。友谊在生活中很重要。”就这样。 周围尽是真挚友情的目光。超短裙、说唱音乐,还有一群形形色色的球迷和随行女郎。那是一个月牙渐亏的夜晚。皮耶安杰洛·萨佩尼奥:“我看过合同,但吉伊拒绝了。”因扎吉:“才怪,我不会去罗马,我会留在尤文图斯。”波波·维埃里迎来了25岁生日:看,他正和两位罗马涅美女在一起
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Vieri, festa e nostalgia «Juve, stavo per tornare» ALTRI APPLAUSI PER IL BOMBIR Vieri, festa e nostalgia «Juve, stavo per tornare» OMILANO MARITTIMA. RE 10 e 10, soffia il garbino, Romagna bella, luna calante. Tutto a posto. E' qui la festa di Vieri? Discoteca La Pineta, Milano Marittima. Passaggio pubblicitario. Davide Niccolò, l'organizzatore, aveva detto: mi raccomando, venite alle 10, se no non c'è più posto. Difatti. Il macchinone è passato, «è lui è lui», e le 10 anche, da un pezzo. Cordone per tener fuori la ressa. Cronisti in attesa e ragazzine a spingere. Dall'altra parte muscoli abbronzati. Guardiaspalle o bagnino? Buttafuori. Occhi di taglio. Alle 11 e mezzo, finalmente via ubera, sempre sera di garbino, sempre luna calante. Christian Vierix, broncio timido, su al secondo piano, torta come un campo di calcio, (Auguri Campione». Banale, ma non è colpa nostra. Sono 25 anni, 12 luglio, finale dei mondiali. C'è festa e festa, ne converrete. Due domande due. E lui, due, fa con aria disperata. Le domande sono fatiche bestiali. Resta all'Atletico? «Sì, ormai è sicuro». E La Juve? E' vero che la rivoleva? «Sapevo che c'era già un contratto pronto per me. Io ero d'accordo. A me sarebbe piaciuto. Ma Gii non ha voluto darmi via, non c'è stato niente da fare». Contento? «Di che?» Della Juve che s'è pentita. «Vabbé, questa è acqua passata. Ormai è andata, e lo sanno tutti com'è andata». E' mezzanotte. «Tanti auguri a te, tanti auguri campione». Coro: Inzaghi, Tacchinardi, Tonisi, il pugile Damiani. Sono gli amici di Vierix il gallo. Quel¬ li che sono venuti. Tutti Juve e Atletico,, perché Tonisi è appena stato comprato dagli spagnoli. Ne manca uno: Arrigo Sacchi, che sarà il suo allenatore a Madrid. Ma perché non è venuto? Non gli piacciono le discoteche? Vieri, come punto da tarantola: «Non lo so, non lo so. Guardate che io sono qui in discoteca, ma a Madrid non ci vado mai». Inzaghi lo deride: «Lui va sempre e solo in discoteca». Sacchi, dice Christian, gli ha appena telefonato: auguri, ci vediamo. Tutt'attorno, sorrisi e salamelecchi. Inzaghi gli ha fatto tre regali. «Li devo ancora vedere». Scherza davanti alla tivù: «Ma non saranno grandi cose, già lo so. Lui è un avaro». Variazioni sul mercato. Anche Inzaghi conferma che quest'anno non si muove: «Macché Roma, io voglio restare alla Juve e ci resto». Tacchinardi guida i cori. Per la finale dei mondiali, tutti a tifare Francia. (Abbiamo gli amici che giocano lì», dice Inzaghi. E Vieri: «Gli juventini sono per la Francia, no? E poi mia madre è francese». Nella festa da discoteca, ragazzine rimmel e minigonne, Vierix si dev'essere pentito solo d'aver chiamato i giornalisti. Per il resto, è un bel colpo d'occhio. Ma ogni volta che fa per appartarsi ce n'è uno, guarda caso, dietro il pilastro. Gli chiedono: ma se Agnelli avesse insistito, tu saresti alla Juve? Risposta un po' disperata: «Ormài basta, è finita. Sto dove sto. Sto bene a Madrid. Non importa. Possiamo pensare ad altro?» Si potrebbe. Ma lo rinconono anche quando si ripara al bar, sguardi furtivi a destra e sinistra, lingua di fuori sul bancone. Quando si gira per chiedere finalmente da bere, ce n'è sempre uno lì, con il ditino alzato. Con aria drammatica, gli chiedono cosa gli ha detto Zidane quando lui piangeva dopo l'eliminazione dell'Italia. E' un momento emozionante. Ai giornalisti sportivi italiani, che in genere non hanno mai fatto sport in vita loro, nemmeno l'ora di educazione fisica a scuola, la cosa che intrippa di più è da sempre la lacrima. Un atleta che piange, secondo loro, è un grande atleta, mica un perdente. Probabilmente perché loro piangerebbero a fare soltanto due metri di corsa, e forse anche perché così si può perdere con una bella scusa: basta che dopo piangi. Vierix, che sinceramente ha l'aria del rugbista un po' brutale che da un momento all'altro ti potrebbe pure mettere le mani addosso, li ha delusi: «Ma no, mi ha dato uno schiaffetto». E cosa ti ha detto? «Niente. Mi ha salutato. Sono cose che si fanno». Sembravano piangere i giornalisti: stasera tiferai Francia per lui? Vierix deve aver pensato che per liberarsi di loro, forse doveva un po' commuoversi: «Sì. Siamo grandi amici. L'amicizia conta nella vita». E via così. Attorno, tutte occhiate da amicizia vera. Minigonne ascellari, musica rap, una corte variegata di tifosi e accompagnatrici. Era una notte di luna calante. Pierangelo Sapegno «Ho visto il contratto ma Gii ha rifiutato» Inzaghi: macché Roma resterò bianconero Bobo Vieri ha compiuto 25 anni: eccolo con due bellezze romagnole