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1997-06-30新闻报

维耶里和因扎吉,我们会赢得一切

中文译文

“罗纳尔多?如果没有团队,球星的作用也很有限。但为什么要去国外挖人?最优秀的人才就在意大利。”

里乔内

今天,维埃里的命运或许就会见分晓。尤文图斯不想出售他,而马德里竞技则不断开出诱人的条件施压求购。阿涅利兄弟已经明确表明了市场法则:“做生意,总是要谈的。”这几乎已经算是一种警讯。于是球迷们纷纷打爆各家报社的电话,只想知道:克里斯蒂安究竟是走还是留。

他外表看起来像头熊,但这个大块头一开口,却又像只温顺的小狗般随和。他解释了自己那句引发轩然大波的话——“如果我是尤文,我会把自己卖掉”——这句话原本是他对西班牙报价的回应。

“我看到了新闻,然后开了个玩笑。但在意大利,人们总喜欢把任何事情夸大,所以最后闹得满城风雨。”

结果一石激起千层浪,整个足球圈都炸开了锅。

马竞愿意为你掏出的那些巨额资金,可不是媒体编造出来的。

“而我只是用开玩笑的口吻评论了一下。你们前几天晚上看电视了吗?”

然后呢?

“我说的是那个节目,当时莫吉把话说得再清楚不过:他说维埃里是非卖品。所以我会留下来,而且是心甘情愿地留下来。”

(说这句话时,他的语气却带着一种打扑克般的神秘感,仿佛马德里这条路其实也颇让他心动;至少不像那句把球迷吓得心惊肉跳的玩笑话那样简单。——记者注)

不过,面对35亿里拉的报价,你心里总会有点触动吧?

“当然有。我又不是石头。面对这种情况,谁都会有所触动。但除了自豪感之外,更让我在意的是:如果你表现得好,足球会回报你的努力、牺牲、汗水和放弃的一切。”

与此同时,因扎吉来了,这位进球的小王子。

“这对尤文有好处。准确地说,对我们所有人都有好处。”

话也不能这么说:竞争者越多,争取主力位置的机会就越少。

“在足球世界里,竞争会激发人的潜力。不过我不想谈技战术问题,也不想谈人员选择,那些都只是教练的职责。”

因扎吉加盟尤文,总归意味着什么吧?

意味着我们的进攻火力增强了,因为‘超级皮波’(因扎吉)是欧洲最伟大的射手之一。”

所以,你一点也不担心?

“担心?我不喜欢这个词。在体育运动中,最重要的是工作。而状态——进球和成功建立的基础——永远来自汗水。”

可去年……

“上个赛季开始前我遇到了一些问题。前一个赛季末我得了肌炎,休息了三个月。而且我还得适应新的环境、吸收新的足球理念,了解球队是怎么运转的,学会在训练场上和私人生活中该如何行事。所以和很多人一样,我在最开始遇到了一些困难。”

你是怎么克服的?

“靠一群了不起的队友。他们总是愿意帮助你,不只是嘴上说说,而是真正付诸行动。”

尤文图斯教会了你什么?

“教会了我:谁放弃,谁就完蛋。于是我开始平静而自信地工作,直到……”

直到什么?

“直到状态来了,进球也来了。总共15个球。如果你们觉得这很少,那就当我没说。”

如今你们又面临新的压力——必须赢得些什么,因为很难把已经尝到甜头的球迷重新拉回来。

“赢得些什么?看来你们还是没真正理解人生,也没真正理解尤文图斯。这里有一群出色的年轻人,背后还有一家稳固强大的俱乐部。我们永远都饥饿,永远渴望胜利,所以我们的目标是一切冠军,而不是挑挑拣拣。偏爱某一个目标反而会害了你:你可能在所谓最重要的目标上失败,最后连其他目标也一起失去。”

维埃里的个人抱负是什么?

“你们可能不信,我只希望自己能比现在再进步一点点。登上高处,本来就是一步一步爬楼梯的过程。”

你和里皮的关系怎么样?今年冬天真的发生过激烈争执吗?

“什么时候的事?根本没有!我们之间关系非常好,我维埃里敢保证。”

说说竞争对手吧:谁的补强最成功?

“尤文引进因扎吉,是最划算的一笔交易。除此之外,我也很看好国际米兰、拉齐奥和AC米兰。帕尔马本来就已经很强了,而且只会变得更强。”

罗纳尔多会改变国际米兰乃至整个联赛的历史吗?

“我对足球有自己的看法。一个球员或许能帮你赢下两三场比赛,但赢不了一个联赛冠军。没有团队,再伟大的球星作用也不会大到哪里去。”

你怎么看待外籍球员泛滥的问题?

“我更喜欢意大利球员。尤文图斯拥有塔奇纳尔迪和尤利亚诺这样的最佳年轻球员。你们认识蒙特拉、卡尔帕雷利、贝卢奇和文托拉吗?”

认识。

“那你们告诉我,既然如此,还有必要跑到国外去挖人吗?”

——安杰洛·卡罗利(Angelo Caroli)采访整理。

Italiano 原文

Vieri con Inzaghi vinceremo tutto

«Ronaldo? Se non c'è il gruppo il campione incide poco Ma perché pescare all'estero? Il meglio è in Italia»

RICCIONE

OGGI si potrebbe decidere il destino di Vieri. La Juve non vuol cederlo, l'Atletico Madrid preme con insistenze allettanti. I fratelli Agnelli sono stati chiari sulle leggi del mercato: «Negli affari, bisogna sempre trattare». Un allarme, o quasi. E allora i tifosi intasano le linee dei giornali per sapere se Christian va o resta.

Orso in apparenza, appena apre bocca il ragazzone diventa un cucciolo disponibile. E spiega il paradosso («Se fossi la Juve mi cederei») con cui ha commentato l'offerta spagnola («Ho letto e ho fatto una battuta. Ma in Italia si tende a gonfiare tutto perciò è venuto fuori un putiferio»). Apriti cielo, è venuto giù il finimondo.

I miliardi con cui l'Atletico si esporrebbe per averla non sono un'invenzione dei giornali.

«Ed io ho commentato con tono scherzoso. Ma avete visto la tv poche sere fa?».

E allora?

«Parlo della trasmissione durante la quale Moggi è stato chiaro come il sole: ha detto che Vieri non si tocca. Perciò resto, e volentieri (la frase è pronunciata con il tono enigmatico di chi sta giocando a poker, come se in fondo l'ipotesi Madrid piaccia all'interessato, di là della battuta che ha fatto tremare le vene alla tifoseria, ndr).

Ma insomma, di fronte ai 35 miliardi offerti, avrà pur sentito qualcosa bruciarle dentro...».

«E come no? Sono mica di pietra, io. Non si resta indifferenti di fronte a situazioni del genere. Ma al di là dell'orgoglio il particolare che più mi interessa è che se fai bene il calcio ripaga lavoro, sacrifici, sudore e rinunce».

Ed intanto è arrivato Inzaghi, il piccolo principe del gol. «Meglio per la Juve. Anzi, meglio per tutti noi».

Fino a un certo punto: più concorrenti uguale meno spiragli per guadagnarsi il posto

al sole.

«Nel football la concorrenza esalta. Ma io non voglio parlare di cose tecniche e di scelte, quelle riguardano solo l'allenatore».

Inzaghi alla Juve significherà pure qualcosa! «Significa che il nostro potenziale offensivo è aumentato perché SuperPippo è fra i grandi bomber d'Europa».

Dunque, nessun pericolo? «Pericolo? E' una parola che non mi piace. Nello sport conta il lavoro. E la condizione, che è la base sulla quale si costruiscono gol e successo, è figlia del sudore».

Ma l'anno scorso... «Avevo avuto problemi alla fine della stagione precedente, uno stop di 3 mesi per miosite. E poi c'era un ambiente da conoscere, filosofie da assimilare, capire come la squadra stava in campo, intuire come ci si deve comportare sul lavoro e nel privato. Dunque, come spesso succede, ho avuto problemi all'inizio».

Superati come? «Con l'aiuto di compagni straordinari, sempre pronti ad aiutarti, con fatti e parole».

La Juve cosa le ha insegnato? «Che chi molla è fottuto. E ho cominciato a lavorare con serenità e con fiducia, finché...».

Finché?

«Sono arrivati la condizione e i gol.Quindici in tutto, scusate se sono pochi».

E ora siete in una morsa, l'obbligo di vincere qualcosa

perché è difficile togliere il miele dalla labbra dei tifosi.«Qualcosa? Ma non avete ancora capito nulla della vita, della Juve, che è un gruppo di ragazzi eccezionali con solida società alle spalle.

Noi abbiamo sempre fame, dunque puntiamo a tutto, senza preferenze. La preferenza ti frega: rischi di fallire nel presunto obiettivo principale e poi nel resto».

Le ambizioni di Vieri? «Non mi crederà, a me basterebbe migliorarmi solo un po'. Così si arriva in cima ad una scala».

E i rapporti con Lippi? E' vero che c'è stato un duro faccia a faccia quest'inverno? «Ma quando mai! C'è un grande rapporto fra noi, parola di Vieri».

Passiamo alla concorrenza: chi si è rinforzato di più? «La Juve con Inzaghi ha fatto il miglior affare. Poi vedo bene Inter, Lazio e Milan. Il Parma era già forte e non potrà che migliorarsi».

Ronaldo cambierà la storia dell'Inter e del campionato? «Ho un'idea sul calcio, un atleta ti farà vincere 2-3 partite, non uno scudetto. Senza il gruppo, il campione non incide più di tanto».

Cosa pensa dell'inflazione de- gli stranieri? «Che preferisco gli italiani. La Juve ha in Tacchinardi e Iuliano i migliori giovani. Conoscete Montella, Carparelli, Bellucci e Ventola? Sì? Allora ditemi se è il caso di pescare all'estero».

Angelo Caroli